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sabato, Ottobre 23, 2021

Basaluzzo: scoperta organizzazione che truffava le compagnie assicurative

La Polizia di Alessandria ha concluso nei giorni scorsi con successo l’operazione denominata ‘Photoscape’.
L’indagine; avviata nel 2011 e durata più di un anno; ha consentito di indagare 63 persone a vario titolo coinvolte in associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata
nei confronti dei principali gruppi assicurativi nazionali: GROUPAMA Assicurazioni S.p.a.; Itas Mutua; Allianz S.p.a.; Axa Assicurazioni S.p.a.; HDI Assicurazioni S.p.a.; Generali Business Solutions S.C.p.A; Unipol Assicurazioni S.p.a.; Società’ Reale Mutua Assicurazioni; Nationale Suisse; Fondiaria Sai S.p.a.; Gruppo Cattolica Assicurazioni e Arval Service Lease Italia S.p.a..

Gli otto destinatari delle misure cautelari -emesse dal G.I.P. del Tribunale di Alessandria Dott. Stefano Moltrasio; su richiesta del S.Procuratore Dott.sa Francesca Rombolà;- avevano costituito un vero e proprio sodalizio criminale; gestito ed orchestrato con un modus operandi consolidato dai titolari della “Carrozzeria Progetto” -con sede a Basaluzzo; Pesce Paolo Severino ed Impronta Anna Maria; dal dipendente Santacesaria Davide e dai periti Bisoglia Stefano; Tromba Gianfranco; Carraturo Sergio e Milanesi Pietro (tutti destinatari di misure cautelari coercitive) ritenuti; ognuno per la parte di competenza; figure di riferimento dei reati in indagine; all’interno di un vincolo in cui ciascuno è consapevole di essere associato per l’attuazione del programma criminoso; anche indipendentemente ed al di fuori dell’effettiva commissione dei singoli reati programmati.
Di concorso nella truffa rispondono poi anche una cinquantina di proprietari di autovetture; partecipi all’attività criminosa.

La caratteristica peculiare dell’attività illecita; era l’alterazione sistematica dell’entità dei danni riportati dai veicoli; talvolta sostituendo parti integre con pezzi danneggiatiopportunamente stoccati ed inventariati in un grosso capannone attiguo alla carrozzeria; talvoltaevidenziando lievi segnature e rigature sulla carrozzeria mediante gesso e/o vernice delebile;principalmente attraverso l’elaborazione grafica delle foto scattate ai veicoli e successivamente inviate alle assicurazioni; con cui si creavano ammaccature; graffi e scheggiature ai cristalli; fino ad arrivare ad inscenare sinistri stradali in realtà mai avvenuti; al fine di ottenere risarcimenti
non spettanti o di valore anche triplicato rispetto al dovuto.
I periti assicurativi coinvolti garantivano la realizzazione di una serie indeterminata di illeciti; falsificando sia le “perizie di routine”; sia le “perizie di riscontro” a volte effettivamente eseguite; per non destare sospetti. (L’immagine mostra l’auto in seguito al fotoritocco che ne ha accentuato i danni)

L’attività investigativa svolta con metodi tradizionali quali i servizi di O.C.P.; perquisizioni e la minuziosa analisi della documentazione contabile degli anni dal 2009 al 2011 incrociata con i dati delle memorie di massa dei computer sequestrati; ha evidenziato un illecito profitto superiore ai €. 120.000; cui devono essere aggiunti i compensi corrisposti dalle compagnie assicurative ai propri periti; per accertamenti di fatto non eseguiti.

Doveroso sottolineare che la condotta delittuosa posta in essere dagli indagati; oltre ad arrecare alle compagnie assicurative coinvolte ingenti danni economici; ha di fatto danneggiato l’intera comunità per effetto del maggiore costo delle tariffe assicurative per la inventata elevata incidentalità della provincia.

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