Arrestato panettiere di Ovada per violenza sessuale sul figlio di 5 anni

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Colto in flagranza di reato un panettiere di Ovada che da tempo abusava sessualmente del figlio di soli 5 anni. I carabinieri di Acqui Terme lo hanno arrestato all’interno della sua abitazione dove si trovava con il bambino.

 

Nella serata del 27 agosto, i militari dell’Aliquota Operativa del NOR di Acqui Terme hanno arrestato in flagranza di reato un 31enne ovadese panettiere, con l’accusa di violenza sessuale su minorenne.

L’attività dei militari ha avuto inizio un anno fa, quando era stata presentata contro l’uomo una denuncia per fatti avvenuti nei confronti del figlio di appena 4 anni, confidatosi con la madre che si era immediatamente recata dai Carabinieri.

All’epoca, viste le accuse generiche e in assenza di riscontri, le indagini erano giunte a un punto morto. Madre e figlio erano comunque stati immediatamente trasferiti in una comunità protetta senza la possibilità di incontri con l’altro genitore. Fino ad alcune settimane fa, quando venivano autorizzati incontri di poche ore tra il bambino e il padre al fine di provare a ricostruire un’unità familiare.

Tuttavia, anche questa volta, dopo solo un paio di incontri, il bambino aveva esternato alla madre e agli assistenti sociali di alcune pratiche svolte con il padre durante gli incontri, subito interpretate come probabili molestie. Nell’occasione, le descrizioni risultavano più precise, tanto da spingere i Carabinieri di Acqui Terme, concordemente con l’autorità giudiziaria, ad avviare indagini, anche a carattere tecnico, al fine di chiarire una volta per tutte la veridicità delle dichiarazioni del minore.

Nella serata di ieri, quindi, i Carabinieri hanno potuto assistere alla scena tremenda delle pratiche sessuali che il padre, all’interno dell’abitazione dove aveva portato il figlio durante un incontro programmato, poneva in essere alla vista e con il bambino stesso, intervenendo immediatamente e arrestando l’uomo in flagranza di reato.

Vistosi scoperto, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità ed è stato tradotto presso il Carcere di Alessandria.

Il bambino è stato invece ricondotto presso la comunità con la madre.

 

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