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sabato, Ottobre 16, 2021

‘Agire in fretta’. Una mobilitazione per salvare Chiara

Un presidio pubblico; dove comuni cittadini stanno fianco a fianco della politica e delle istituzioni. Corso Garibaldi ospita una mobilitazione; organizzata dal Comitato “Valenza per Chiara”: obiettivo; sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficili condizioni della 40enne piemontese. Chiara Invernizzi si trova in Arabia Saudita assieme al padre; un 72enne con problemi di salute. Entrambi sono tenuti prigionieri dall’ex-marito di lei; che la sottoporrebbe inoltre a violenze fisiche e psicologiche. A peggiorare le cose; il 22 ottobre ai due italiani scadrà il contratto di affitto e per il rinnovo la legge saudita impone allo straniero di presentare un garante del posto. Privi di tale requisito; la donna ed il padre rischiano di trovarsi in mezzo ad una strada.

Attualmente; le operazioni di salvataggio vedono in prima fila Oreste Rossi; politico della Lega Nord. Sfruttando la sua carica di Eurodeputato; Rossi ha rivolto interrogazione ufficiale a Catherine Ashton; rappresentante per la politica estera di Bruxelles. La stessa Asthon sarà destinataria di una petizione; firmata dai membri del Parlamento Europeo; che la invita ad attivare tutti i canali possibili per la liberazione della donna. Infine; il politico italiano ha richiesto l’intervento del Ministro degli esteri Giulio Terzi; affinché l’Italia difenda i diritti civili e le libertà fondamentali.

Intervistato; Rossi ha dichiarato che la petizione sarà consegnata settimana prossima e di essere in contatto via posta elettronica con la Invernizzi. Nell’ultima mail la donna ringraziava i presenti al presidio ma parlava anche di percosse subite; documentate da fotografie che mostravano il collo segnato.

Dei rischi che corre la cittadina di Valenza ha parlato anche la madre; Giovanna Lami. Autodefinitasi “Cittadina del Mondo”; con esperienza in Eritrea; Congo Belga e Sudan; la signora Lami non nasconde la sua preoccupazione: “Mia figlia è stata brutalizzata. Attualmente è in condizioni psicologiche labili: in questo momento vorrebbe solo tornare a casa e svegliarsi a casa con questa storia alle spalle. Con lei; è segregato a Jeddah mio marito; un uomo di 72 anni con dei problemi di salute; invecchiato di un colpo per quanto ha dovuto subire la figlia”.

Al momento; la pressione dei cittadini italiani e l’azione della Farnesina hanno reso sensibili alla vicenda diverse autorità; rappresentanti diplomatici e funzionari locali della monarchia saudita. Tuttavia; il vero problema è fare in fretta: le procedure diplomatiche richiedono tempo e Chiara Invernizzi sta esaurendo le energie economiche e psicologiche. Della stessa idea Oreste Rossi; che riafferma così il suo impegno: “Temo che la vicenda vada ancora per le lunghe e possano passare dei mesi. Da parte mia; ho promesso alla signora Lami che non smetterò di far sentire la mia voce sul nostro territorio; affinché questa vicenda che assomiglia alla trama di un film sia risolta quanto prima e Chiara possa finalmente tornare a casa”.

Matteo Clerici

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