Giardini di Maggio

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[Il nostro giardino…]

“Rosa amata, rosa, rosa ballerina, rosa bambina”…è maggio, e nel mio piccolo giardino iniziano a schiudersi, all’aria più tiepida, le tenere ma già trionfali corolle delle rose cantate da Ivano Fossati e da schiere di poeti, letterati, artisti sin dalla più remota antichità.

La rosa è davvero unica, come ci ricorda il titolo del brano di Fossati: regina incontrastata della tarda primavera, trionfa nei giardini per eleganza, portamento, varietà di colore, generosità di fioriture. Pare che la madre di tutte le rose conosciute sia la Rosa Botanica: centocinquanta specie, che crescono spontanee in tutte le parti del mondo. La capostipite, invece, delle rose moderne è la profumata Tea, dal leggero sentore di tè, a cui deve il suo nome. Le rose Tea raggiunsero l’Europa dal lontano Oriente, all’inizio del XIX secolo, tramite due ibridi cinesi, la rosa di Hume e la Jellow Parks.

Personalmente ho un debole per le rose antiche, che adornavano i giardini dei Greci, dei Romani e, insieme alle erbe officinali, i chiostri dei conventi medievali: una rosa antica molto bella, dall’eccezionale vigore, è la Jacques Cartier, che porta sui fusti lunghi e spinosi fiori piatti e sfrangiati, di un rosa perla sfumato di scuro.

E che dire della rampicante Goldfinch, dai piccoli fiori di un giallo morbido e intenso, per cui la romanziera Vita Sackville-West scrisse: “Goldfinch è il mio cucciolo, il mio tesoro, una massa di uova strapazzate”? L’unico difetto delle rose antiche, se così possiamo chiamarlo, è la scarsa rifiorenza: lo splendore di queste rose raggiunge l’apice una volta l’anno, in primavera. Più vigorose e rifiorenti sono, invece, le rose inglesi, frutto di ibridazioni fra varietà antiche e moderne: nel mio giardino prospera da qualche anno la Abraham Darby, che nei climi anglosassoni rimane di dimensioni contenute, mentre nei nostri climi più temperati si comporta come una imperiosa rampicante, rivestendosi per tutta l’estate di grandi corolle a coppa, di un caldo rosa albicocca. Le rose, in generale, hanno bisogno di sole: ma è meglio evitare di esporre a raggi troppo intensi quelle di colore rosso, per non rovinarne la tonalità. Nemici dichiarati delle rose sono gli afidi; un rimedio naturale ed ecologico per limitare i danni prodotti da questi insetti è irrorare le piante con del macerato di ortica, oppure di interrare tra un arbusto e l’altro dell’aglio, che può sfoggiare, tra l’altro, un fiore violetto globoso molto decorativo.
Infine, se desideriamo una nuova fioritura settembrina delle nostre amate regine del giardino o del terrazzo, oppresse dalla calura estiva, potiamole leggermente verso fine agosto, il periodo migliore per ibridazioni e talee. Poi, godiamoci lo splendore della rosa “dono della terra”, come l’ha definita il poeta lirico greco Anacreonte.

Barbara Rossi

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