Domenica 21 giugno, 173° giorno
dell’anno, 25^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 193 giorni (bisestile)

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Un 33 giri in vinile che scorre sul piatto, letto dalla puntina: dal 1948 un pezzo di storia della musica

FRASE DEL GIORNO – La patria, l’onore e la libertà non sono niente. L’universo intero gira intorno a un paio di chiappe. (Jean-Paul Sartre)

SANTI DEL GIORNO – San Luigi Gonzaga (Religioso, protettore di giovani, scolari, studenti), San Raimondo (Vescovo di Roda-Barbastro), San José Isabel Flores Varela (Martire Messicano), San Leufredo (Abate), San Mevenno (Abate), Sant’Ursicino di Pavia (Vescovo), Santa Demetria di Roma (Martire), Santa Marzia (Martire).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1834 McCormick brevettò la mietitrice. Nato agricoltore, il 22enne Cyrus Hall McCormick modificò un progetto del padre costruendo un nuovo modello, che collaudò nella fattoria del vicino. Il risultato fu straordinario: con questo macchinario servivano solo 2 uomini per mietere 30 acri di raccolto al giorno, prima ne servivano 3 per 10 acri.
Nel 1948 nacque il 33 giri. In principio fu il 78 giri, prima evoluzione del “disco fonografico” inventato nel 1894 dal tedesco Emile Berliner (inventore del  grammofono). Più di mezzo secolo dopo la ‘Columbia Records’ presentò al Waldorf-Astoria Hotel di New York un nuovo formato di disco in vinile che mutò radicalmente il mercato musicale.
Nel 1970 il Brasile conquistò la Coppa Rimet. La squadra di Pelé, battendo in finale l’Italia 4-1, vinse il Mondiale di Messico ‘70. Fu la terza vittoria dei brasiliani (’58, ’62) e pertanto la Coppa Rimet venne definitivamente assegnata loro. Dal ’74, anno del Mondiale successivo, la competizione per nazionali diventò Coppa del Mondo FIFA.

NATI FAMOSI – Jean-Paul Sartre (1905-1980), Francia, filosofo. Una delle menti più acute del ‘900; per le idee anticonformiste e anti-borghesi divenne un punto di riferimento della contestazione del ’68 e un’icona giovanile universale. Nato e morto a Parigi, fu tra i maggiori esponenti dell’esistenzialismo, riprendendo nei suoi testi la solitudine dell’io di fronte al mondo e il senso di precarietà dell’esistenza. Rifiutò il ‘Nobel per la letteratura’ e la ‘Legion d’Onore’ perché, disse, “nessun uomo merita di essere consacrato da vivo”.
Michel François Platini (1955), Francia, ex calciatore, ex-allenatore e dirigente sportivo. Nato a Jœuf, fu il classico ‘numero 10’ di Nancy, Saint-Étienne, Juventus (584-313), vincendo 1 scudetto francese (Saint-Étienne), 1 Coppa di Francia (Nancy), 2 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Coppa Coppe, 1 Coppa Campioni, 1 Supercoppa UEFA e 1 Coppa Intercontinentale (Juventus). A livello personale conquistò 3 Palloni d’oro (’83, ’84, ’85).
In Nazionale (72-41) vinse l’Europeo ’84 (capocannoniere) e il bronzo Mondiale ’86, poi per 29 volte la guidò dalla panchina. ‘Cavaliere’ e ‘Ufficiale’ della Legion d’Onore, da presidente UEFA (’07-’15) introdusse la grande novità del FPF (Fair Play Finanziario) per le società europee, poi uscì di scena malamente, squalificato 8 anni dal comitato etico Fifa.
Nino D’Angelo (1957), Italia, cantante. Lo scugnizzo della musica italiana, che dalle giovanili esperienze di cantante e attore giunse alla piena maturazione artistica. Nato a Napoli, lasciò la scuola per fare il gelataio, facendosi un nome come cantante per matrimoni. Formatosi a teatro con la sceneggiata, approdò al cinema negli anni ’80, all’ombra di Mario Merola. In carriera D’Angelo ha venduto più di 25 milioni di dischi.
Manu Chao (1961), Francia, cantautore. Nato a Parigi da due spagnoli sfuggiti alla repressione franchista, José Manuel Thomas Arthur Chao, in arte ‘Manu Chao’, fece della contaminazione culturale l’aspetto identitario della sua produzione musicale. A 27 anni fondò, col fratello e il cugino, la band ‘Mano Negra’ e dopo 5 album cominciò da solista, mescolando, nelle canzoni, le lingue spagnola, francese, araba e portoghese, su basi reggae, punk, ska e rock, come dimostrò il popolarissimo brano “Me gustas tú” (’01).  Nonostante sia molto noto nel mondo latino, non gode di grande considerazione nei paesi anglofoni, in cui non sfondò mai. Di posizioni anti-globaliste, fu ospite (’99) in TV da Celentano e per lui scrisse la canzone “Non so più cosa fare” (’11).

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