Lunedì 4 maggio, 125° giorno
dell’anno, 19^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 241 giorni (bisestile)

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La coda del G.212 Fiat schiantatosi a Superga il 4 maggio '49 con a bordo il Grande Torino

FRASE DEL GIORNO – Il 4 maggio scelsero il paradiso, al mondo non c’era più nessuno da battere. (Alessandro Bongiorno sul ‘Grande Torino’)

SANTI DEL GIORNO – San Ciriaco di Gerusalemme (Vescovo e Martire), San Floriano di Lorch (Martire, protettore dei vigili del fuoco), San Silvano di Gaza e 39 compagni (Vescovo e Martiri), San Cassiano di Novellara (Vescovo e Martire), Sant’Antonina di Nicea (Martire), Santi Agapio e Secondino (Martiri di Lambesa).

EVENTO DEL GIORNO – Nel 1949 la tragedia di Superga. Prima la nebbia fitta e poi lo schianto. In pochi istanti vennero distrutte le vite di 31 persone (27 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio), insieme alla gloriosa storia di una squadra di calcio: il Grande Torino. L’incidente si verificò alle 17,03 di mercoledì 4 maggio ’49, di ritorno dal match amichevole col Benfica, con la squadra granata al completo (tra i giocatori Valentino Mazzola, padre di Sandro e Ferruccio), accompagnata da dirigenti e 3 giornalisti. A causa delle pessime condizioni atmosferiche e della scarsa visibilità legata alla nebbia, il pilota, erroneamente convinto di trovarsi a una quota di sicurezza, effettuò una virata per iniziare la fase di atterraggio, portando il velivolo a schiantarsi contro il terrapieno posteriore della Basilica di Superga, sita sull’omonimo colle di Torino. In ricordo del tragico evento e del leggendario team granata, la FIFA dichiarò il 4 maggio “Giornata mondiale del gioco del calcio”. 

NATI FAMOSI – Umm Kulthum (1904-1975), Egitto, cantante. La musica araba vive nel mito dei cosiddetti “quattro grandi” che hanno dominato la scena artistica del ‘900. C’è una sola donna tra loro ed è ‘Umm Kulthum’, nome d’arte di Fatima Ibrahim al-Biltagi. Nata al Cairo, scoprì in tenera età il talento per il canto ma dovette aspettare di compiere 23 anni prima di mostrare al mondo la sua reale identità. Infatti la mentalità del mondo islamico di allora la costrinse a travestirsi da maschio per esibirsi in pubblico. Il sodalizio artistico e sentimentale col poeta Ahmed Rami, che scrisse per lei 137 canzoni, la portò al successo all’inizio degli anni ’30 e ad una una scintillante carriera di 45 anni come cantante folk. Aveva una particolare gestualità di scena con l’inseparabile fazzoletto, ma ci sono altri aneddoti che la riguardano: il parlamento egiziano interrompeva le sedute per far sentire ai deputati i suoi concerti in diretta radio. Il suo funerale fu epocale, con una folla immensa di 10 km che seguì il feretro, da casa sua al cimitero. Le fu dedicato il 10° festival delle Arti del mondo Arabo, “Arabesques”, del 21 maggio ’15 a Montpellier.
Audrey Hepburn (1929-1993), Inghilterra, attrice. Diva tra le più leggendarie di Hollywood. Nata a Bruxelles da un assicuratore inglese e un’aristocratica olandese, ma cittadina britannica, Audrey Kathleen Ruston (il cognome Hepburn, della nonna materna, fu aggiunto dopo) trascorse l’infanzia tra Belgio, Regno Unito e Paesi Bassi, iniziò con la danza e fece il suo esordio come attrice in un documentario educativo olandese. Il primo ruolo sul grande schermo arrivò nel ’51 (“One Wild Oat”), ma il successo le arrise dopo l’approdo a Hollywood. William Wyler la scelse, dopo un provino fantastico, per “Vacanze romane”, film con cui vinse l’Oscar di ‘miglior attrice protagonista’. Candidata anche per “La storia di una monaca” (’59) e “Colazione da Tiffany” (’61), nel ’64 interpretò Eliza Doolittle nel film musicale “My Fair Lady”. Le fu assegnata 1 stella sulla “Hollywood Walk of Fame” ma la statuetta arrivò solo nel ’93, Oscar umanitario “Jean Hersholt”. Impegnata a lungo come ambasciatrice UNICEF per i bambini vittime di guerra, morì il 20 gennaio ’93 dopo una lunga battaglia contro il cancro. Nello stesso anno il figlio Sean fondò l’Audrey Hepburn Children’s Fund per favorire la scolarizzazione nei Paesi africani. 
Hosni Mubarak (1928-2020), Egitto, politico. Uomo dalla brillante carriera militare, fu il 4° presidente dell’Egitto e ricoprì questa carica per quasi 30 anni, dal 14 ottobre ’81 fino all’11 febbraio ’11, quando fu costretto alle dimissioni dalla ‘Primavera Araba’. Accusato di corruzione e per questo posto agli arresti, nel ’12 venne condannato all’ergastolo per avere ordinato di sparare sui manifestanti durante la rivoluzione. A poche ore dalle dimissioni dalla carica di presidente, Mubarak lasciò il Cairo per raggiungere la sua residenza a Sharm el Sheikh, rifiutandosi di espatriare pur in presenza di offerte di ospitalità di vari Stati. La sentenza di condanna fu poi annullata dalla Cassazione egiziana e così, dopo 6 anni di detenzione in un ospedale militare, Mubarak riacquistò la piena libertà il 24 marzo ’17.
Morì in un ospedale del Cairo il 25 febbraio ’20, a 91 anni, e dopo i solenni funerali militari fu sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero cittadino di Eliopoli.

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