Domenica 19 gennaio, 19° giorno dell’anno, 3^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 347 giorni (bisestile)

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Una coloratissima 'Natura morta' di Paul Cézanne, pittore impressionista nato il 19 gennaio 1839

FRASE DEL GIORNOFare sensazione, colpire le fantasie, per i giornali è più importante che volere la verità. (Edgar Alla Poe)

SANTI DEL GIORNO – Santi Mario, Marta, Abaco e Audiface (Martiri a Roma), San Bassiano (Vescovo), San Catello (Vescovo), San Germanico (Martire), San Launomaro (Abate di Corbion), San Macario l’Alessandrino (Monaco), San Remigio (Arcivescovo di Rouen), Sant’Arsenio di Corfù (Vescovo), Santa Faustina di Como (Benedettina), Santa Liberata di Como (Vergine benedettina).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1915 fu brevettata la lampada al neon. L’insegna luminosa di un barbiere fu la prima applicazione pratica della scoperta di Georges Claude, ingegnere e fisico francese considerato il padre di questo tipo di illuminazione che riempie le nostre vite da più di un secolo. Laureatosi alla Scuola di Chimica e Fisica di Parigi, Claude si dedicò per anni agli esperimenti su elettricità e gas, fino al momento in cui fece passare una scarica elettrica dentro un tubo sigillato e pieno di neon: e luce fu. Perfezionata l’invenzione, la impiegò per l’insegna pubblicitaria di un barbiere e, dopo il  brevetto del 1915, la lampada a neon varcò i confini nazionali e arrivò negli USA, dove la “Claude Neon”, azienda da lui creata, iniziò un periodo di grande fama e profitti milionari.
Nel 1984 Moser stabilì il record dell’ora. A Città del Messico il ciclista italiano superò dopo 12 anni Eddy Merckx (49,431 km) percorrendo 50,808 km grazie ad una bicicletta con ruote lenticolari. Il 23 gennaio Francesco Moser migliorò sé stesso (51,151 km) e rimase imbattuto per 9 anni (Obree). Con l’occasione vennero affrancate le ‘ruote lenticolari’, fatte di un’unica struttura solida a forma di lente che migliora l’aerodinamicità. Da allora l’utilizzo è consentito dall’Unione Ciclistica Internazionale nelle gare a cronometro e su pista.

NATI FAMOSIEdgar Allan Poe (1809-1849), Usa, scrittore. Tra i massimi esponenti della letteratura americana, dalla sua inquieta fantasia nacquero il racconto poliziesco, la letteratura horror e il giallo psicologico. Nato a Boston (Massachusetts) e morto a Baltimora a soli 40 anni, studiò in Inghilterra, dove nutrì un viscerale amore per la poesia, che lo portò, a 12 anni, a pubblicare la prima raccolta. Autore di “Lo scarabeo d’oro” e “Il gatto nero”, è considerato uno dei maggiori rappresentanti del racconto gotico. L’interesse per l’individuo e i suoi drammi interiori fecero di lui un precursore del Decadentismo.
Paul Cézanne (1839-1906), Francia, pittore. Originario di Aix-ex-Provence, dove nacque e morì, era figlio di un cappellaio ebreo romagnolo (Luigi Augusto Cesena) che in Francia fece fortuna e fondò una banca (Cézanne e Cabassol). Considerato un importante maestro dell’Impressionismo, Paul dipinse soprattutto ‘paesaggi’ e ‘nature morte’ partendo da un concetto espresso in questa sua frase: “In natura tutto è modellato secondo tre modalità fondamentali: la sfera, il cono e il cilindro. Bisogna imparare a dipingere queste semplicissime figure, poi si potrà fare tutto ciò che si vuole”.
Steno (1915-1988), Italia, regista, sceneggiatore, vignettista. Nato Stefano Vanzina, padre di Carlo ed Enrico, si formò nella redazione di “Marc’Aurelio”, celebre rivista umoristica, dove da vignettista adottò lo pseudonimo ‘Steno’ e lo mantenne nel cinema.  Regista tra i più prolifici ed eclettici del panorama italiano, è annoverato tra i padri della cosiddetta ‘commedia all’italiana’. Firmò numerose pellicole che fecero la storia del genere comico, consacrando attori come Totò, Aldo Fabrizi, Bud Spencer, Proietti e Montesano.
Paolo Borsellino (1940-1992), Italia, magistrato. Campione della lotta alla mafia che portò avanti a costo della vita, lasciò insieme a Falcone un esempio insuperabile di difensore della legalità e servitore dello Stato. Palermitano doc, crebbe nel quartiere Kalsa dove abitava anche Tommaso Buscetta, il grande pentito di mafia che incrociò da magistrato 30 anni più tardi. Il 19 luglio ’92, poche settimane dopo l’assassinio di Falcone, trovò la morte in un terrificante attentato mafioso eseguito a via D’Amelio, davanti all’abitazione della madre, in cui morirono anche 5 agenti della scorta.

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