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Il pilota mantovano Tazio Nuvolari, leggenda dello sport mondiale

FRASE DEL GIORNO – Ecco cos’hanno di simpatico le parole semplici: non sanno ingannare. (José Saramago) 

SANTI DEL GIORNO – Santa Margherita di Scozia (Regina e Vedova), Santa Geltrude (Gertrude) la Grande (Vergine), San Procolo (Patrono di Pozzuoli), Sant’Otmaro di San Gallo (Abate), Sant’Aniano di Asti (Vescovo).

EVENTO DEL GIORNO – Nel 1945 venne istituito l’UNESCO. “Favorire la collaborazione tra le nazioni in nome della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo e sostenere la crescita educativa e culturale dei paesi devastati dalla guerra”. Con questa missione nacque a Londra l’UNESCO (acronimo di United Nations Educational Scientific and Cultural Organisation). Come sede ufficiale fu scelta Parigi, dove si aprì (’45) la prima Conferenza Generale, alla quale presero parte rappresentanti di 30 governi con diritto di voto. Nella seconda Conferenza di Città del Messico (’47) fu votata all’unanimità l’ammissione dell’Italia. Oggi i membri sono 195, di cui sono espressione 2.000 unità che compongono lo staff diplomatico. Verso la fine degli anni ’50 l’UNESCO sposò un’altra missione: “preservare siti storici e naturalistici preziosi per l’umanità”. Nel ’72 la nuova  Convenzione sul Patrimonio dell’Umanità istituì un elenco speciale di siti storici e naturalistici, segnalati per valori di “universalità”, “unicità” e “insostituibilità”.
Dei 1.092  beni da tutelare (dati luglio ’18), attualmente inclusi nell’elenco, l’Italia ne vanta il maggior numero: 55. Gli Usa, il 12 ottobre ’17, annunciarono l’uscita dall’organizzazione dal 2019 per continui pregiudizi anti-Israele nelle attività UNESCO.

NATI DEL GIORNO – Eugenio Beltrami (1836-1900), Italia, matematico. Nato a Cremona, frequentò l’Università di Pavia, non si laureò per mancanza di soldi e venne espulso dal collegio Ghislieri per le sue simpatie risorgimentali. A Pavia però ebbe come docente Francesco Brioschi, che lo indirizzò a continuare il lavoro matematico.
Nel 1862 divenne, grazie a Brioschi, professore straordinario di algebra e geometria analitica dell’Università di Bologna, poi docente di geodesia all’Università di Pisa e nel 1898 fu nominato presidente della prestigiosa ‘Accademia dei Lincei’. Con i suoi studi diede un importante contributo all’organizzazione della matematica italiana, occupandosi inoltre di geometria differenziale. Altri contributi preziosi li offrì alla geometria non euclidea, all’elettromagnetismo, alla termodinamica e all’ottica. Nominato senatore del regno nel 1899, dopo la morte gli fu intitolato un asteroide, il 15620 Beltrami.

Tazio Nuvolari (1892-1953), Italia, pilota. Nato a Castel d’Ario (MN) da una famiglia di agricoltori benestanti, gareggiò su moto e auto dal ’20 al ’50. La stampa creò per lui vari nomignoli come “Mantovano volante” e “Nivola”. Morto per un doppio ictus nell’agosto ’53,  la sua bara venne messa su un telaio di macchina scortato da Ascari, Villoresi e Fangio, tre grandi piloti di allora, e secondo le sue volontà fu sepolto nel cimitero monumentale di Mantova con gli abiti che indossava sempre scaramanticamente in corsa: il maglione giallo con il suo monogramma, i pantaloni azzurri e il gilet di pelle marrone, con al fianco il volante preferito. Alla cerimonia parteciparono decine di migliaia di persone.
Leggenda dello sport, riuscì a concludere anche una gara senza il volante. Al personaggio e mito intramontabile di Nuvolari, il cantautore Lucio Dalla dedicò una canzone nel ’76.

José Saramago (1922-2010), Portogallo, scrittore. Bandiera della cultura portoghese, fu l’unico autore di quella terra a vincere il Nobel per la Letteratura. Nato ad Azinhaga e morto a Tías, José de Sousa Saramago fu protagonista della scena letteraria nella seconda metà del ‘900. Figlio di un agricoltore, per ristrettezze economiche abbandonò gli studi e campò lavorando nel campo dell’editoria. Esordì nel ’47 col romanzo “Terra del peccato”, ma finì nel mirino della censura di regime per la sua iscrizione clandestina al Partito Comunista Portoghese. La “Rivoluzione dei garofani” del ’74, con la caduta del regime, lo vide salire in cattedra come padre di un nuovo stile letterario, che portò alla massima espressione negli anni ’80 con “Memoriale del convento”, “L’anno della morte di Ricardo Reis” e “La zattera di pietra”. Nel ’98 gli fu assegnato il Nobel con questa motivazione: con parabole di immaginazione, compassione e ironia ci fa conoscere realtà difficili da interpretare”.

 

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