Venerdì 8 maggio, 129° giorno
dell’anno, 19^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 237 giorni (bisestile)

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La ricetta della Coca-Cola fu brevettata l'8 maggio 1886 da John Pemberton, che la inventò per caso

FRASE DEL GIORNO – Fatevi condizionare il meno possibile da una società che finge di darci il massimo della libertà. (Andrea Camilleri)

SANTI DEL GIORNO – San Vittore il Moro (Martire), Sant’Agazio (Acacio, Soldato e Martire, protettore degli agonizzanti), San Desiderato di Bourges (Vescovo), San Gibriano, San Metrone (Venerato a Verona), San Wirone (Wiro, Vescovo missionario),  Sant’Elladio di Auxerre (Vescovo), Sant’Ida (Ita, Monaca a Nivelles).

EVENTO DEL GIORNO – Nel 1886 brevettata la Coca-Cola. Un ingrediente aggiunto per sbaglio trasformò un rimedio per il mal di testa in una bevanda dal sapore inconfondibile, che in meno di 10 anni conquistò l’America. Così si costruì un marchio vincente, immutato da più di un secolo, che ha influenzato le abitudini alimentari di miliardi di persone. Nel laboratorio chimico ricavato nel retro della sua abitazione, al n° 107 di Marietta Street, John Pemberton aveva già creato diverse medicine artigianali, che in quegli anni si vendevano liberamente senza alcun controllo. Il nuovo ritrovato cui stava lavorando era composto da ‘vino di coca’ (mistura di vino e foglie di coca, detto anche ‘Vino Mariani’,  nome del farmacista italiano che lo brevettò) e da un estratto di ‘noci di cola’ (ricche di caffeina). Mescolandoli in una caldaia di ottone, l’8 maggio 1886 trovò la dose giusta e si convinse che quello sciroppo dal sapore dolce poteva fungere da tonico rinvigorente e da rimedio per la cefalea: lo chiamò ‘French Wine Coca’. Ma nei giorni seguenti, per via di un errore nella preparazione dovuto all’aggiunta di acqua gassata, si accorse del suo sapore gradevole e rinfrescante e la propose come bevanda ai clienti della farmacia (che fungeva anche da drogheria) al prezzo di 5 cents. Le sue finanze limitate, però, lo costrinsero a vendere il prodotto alla spina, ottenendo ricavi inferiori alle attese. Così vendette, a 2.300 dollari, la formula e i diritti del marchio all’imprenditore Asa Candler, che fondò la “Coca-Cola Company” (1892) e la lanciò su larga scala grazie a un’abile strategia pubblicitaria.

NATI FAMOSI – Roberto Rossellini (1906-1977), Italia, regista. Diresse opere che hanno scritto la storia del cinema italiano; con De Sica e Visconti completa la triade dei maestri del ‘neorealismo cinematografico’. Nato a Roma e qui scomparso, prese confidenza col ‘dietro le quinte’ della “settima arte” frequentando la sala cinematografica costruita dal padre, il Barberini, la prima nella Capitale. Vinse il primo Festival di Cannes (’46) con “Roma città aperta”, vinse 5 ‘Nastri d’Argento’ (3 nel ’47 per “Paisà”) e il ‘Leone d’Oro’ ’57 per il “Il generale Della Rovere”, miglior film al Festival di Venezia. Ebbe due compagne, Marcella De Marchis, scenografa e costumista sposata nel ’36, e l’attrice Ingrid Begman dal ’48, ed ebbe 5 figli: Romano (’37-46′) e Renzo jr. (’41), figli della De MarchisRobertino (’50) e le gemelle Isabella e Isotta Ingrid (’52) avuti dalla Bergman.
Mike D’Antoni (1951), Usa, ex-cestista e allenatore. Nato a Mullens (West Virginia) come
Michael Andrew D’Antoni, naturalizzato italiano (11-27 in Nazionale), dal ’77 al ’90 giocò nell’Olimpia Milano vincendo 5 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa Korac, 2 Coppe dei Campioni e 1 Coppa Intercontinentale. Da allenatore guidò Milano e Treviso, vincendo 2 scudetti, 1 Coppa Korac, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa, poi tornò negli States dove sedette sulle panchine di Denver, Phoenix, New York Knicks, L.A. Lakers, Houston Rockets.
Vittorio Sgarbi
(1952), Italia, critico d’arte e politico. Apprezzato storico dell’arte e politico di lungo corso, in TV è noto per la sua vena polemica e il linguaggio spesso sopra le righe, che gli sono costati un bel po’ di soldi per le tante querele ricevute. Ma anche tanta popolarità e seguito da parte del pubblico. Nato a Ferrara, laureato in filosofia con specializzazione in storia dell’arte all’Università di Bologna, fu ispettore della sovrintendenza ai beni storici e artistici in Veneto e insegnò per 3 anni “Storia delle tecniche artistiche” all’Università di Udine. In TV esordì come polemista al ‘Maurizio Costanzo Show’, dove nell’89 pronunciò la prima parolaccia della storia della TV italiana: marchio che da allora si porta dietro e che contraddistingue le sue ospitate in talk show politici e trasmissioni d’intrattenimento. Ma se lo ascoltate quando vi racconta le opere d’arte di qualche artista, a teatro o in TV, vi tiene lì: è un vero genio.
Enrique Iglesias (1975), Spagna, cantante e attore. Star del pop latino, in carriera ha  venduto circa 180 milioni di dischi nel mondo. Nato a Madrid, figlio del celebre cantante  Julio Iglesias, debuttò nel ’95 con l’album “Enrique Iglesias”, raccolta di ballate rock melodiche, che vendette 1 milione di copie in 3 mesi. Con questo e il successivo, “Vivir”, vinse il disco di platino iniziando un tour mondiale. Grazie a super-hits quali “Bailamos”  e “Hero” conquistò 5 World Music Awards e 1 Grammy. Accompagnato dalla fama di ‘sex simbol’ (come il padre), nel ’02 approdò al cinema con “C’era una volta in Messico”, ma rimase l’unico film. Partecipò a diverse serie TV, ma continuò a mietere successi come cantante. Nella vita privata dal ’01 ha una relazione con la ex-tennista Anna Kurnikova e la coppia ha 3 figli: i gemelli Nicholas e Lucy (’17) e la piccola Mary (’20).

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