Mercoledì 29 maggio, 149° giorno
dell’anno, 22^ settimana. Alla fine
del 2019 mancano 216 giorni

0
598
John Fitzgerald Kennedy, 35° presidente degli USA, assassinato a Dallas il 22 novembre 1963

FRASE DEL GIORNO – Se ne intendeva, mi pare, colui che disse che un buon matrimonio si compone di una moglie cieca e di un marito sordo. (Montaigne)

SANTI DEL GIORNO – San Massimino di Treviri (Vescovo), Santi Sisinnio, Alessandro, Martirio (Protomartiri trentini), Santa Bona da Pisa (Vergine), San Massimo di Verona (Vescovo), San Senatore di Milano (Vescovo), Sant’Essuperanzio di Ravenna (Vescovo), Santi Conone (Cuono) e Conello (Martiri ad Iconio).

EVENTO DEL GIORNO – Nel 1953 venne conquistata la cima dell’Everest.
La montagna più alta del pianeta per i tibetani è “la madre dell’universo” («Chomolangma»), per i nepalesi è “il dio del cielo” («Sagaramāthā»), per il mondo occidentale è “il tetto del mondo”. Là in cima, per prima, sventolò la bandiera britannica, e a portarcela fu uno scalatore neozelandese, sir Edmund Hillary, che con lo sherpa nepalese  Norgay Tenzing aprì la strada all’alpinismo estremo. Ma perché la bandiera inglese se in cima arrivarono un neozelandese e un nepalese? Perché la spedizione era inglese, guidata dal generale John Hunt, la Nuova Zelanda era (ed è) parte del Commonwealth, che riconosce la monarchia britannica, e il Nepal ha risentito positivamente della lunga colonizzazione inglese dell’India.
La spedizione partì a marzo ’53 e arrivò alle 11.30 del 29 maggio: Hillary e Tenzing raggiunsero gli 8.848 metri della cima e qui si trattennero per 15 minuti. Il miglior modo per celebrare le ambizioni britanniche e la recente incoronazione (1952) di Elisabetta II, che nominò ‘baronetto’ Edmund Hillary, ancora oggi considerato una leggenda in Nepal, dove con una fondazione finanziò la costruzione di scuole, strade e ospedali.
Da allora in tanti hanno scalato l’Everest, ma i primi a farlo ‘senza le bombole di ossigeno’ furono, nel ’78, l’italiano Reinhold Messner e l’austriaco Peter Habeler.

NATI FAMOSI – John Fitzgerald Kennedy (1917-1963). Fu il 35° presidente degli Stati Uniti, il 1° di religione cattolica, assoluto protagonista del ‘900. La sua parabola politica, conclusa dal tragico assassinio di Dallas (22 novembre ’63), segnò un’epoca cruciale della storia americana e mondiale. Nato a Brookline (Massachusetts), durante la Seconda guerra mondiale John Kennedy partecipò a diverse missioni nel Pacifico e conseguì il grado di ‘tenente di vascello’. Pluridecorato per le coraggiose azioni di guerra, si diede alla politica seguendo le orme del fratello Joseph Jr, rimasto ucciso durante il conflitto. Eletto senatore nel ’52 per il Partito Democratico, a fine mandato si candidò per la Casa Bianca, dove entrò nel gennaio ’61. Sotto la sua presidenza si verificarono eventi capitali della storia mondiale: la crisi dei missili di Cuba (la fase più critica della guerra fredda tra USA e URSS), la costruzione del Muro di Berlino, la conquista dello spazio, gli antefatti della Guerra del Vietnam, l’affermarsi del movimento per i diritti civili degli afroamericani. Nella vita privata, John Fitzgerald Kennedy sposò Jaqueline Bouvier, da cui ebbe quattro figli.

Noel Gallagher (1967), Inghilterra, cantante e musicista. Nato a Manchester, fino al 2009 fu il frontman degli Oasis, insieme al fratello Liam, band fra le più note e di successo del rock britannico. Chitarrista, autore e seconda voce del gruppo, con esso vendette più di 70 milioni di dischi. Soprannominato il ‘re del Britpop’, genere musicale che univa la dance music alle melodie anni ‘60 e ‘70, la musica diventò per lui, come per Liam, l’ancora di salvezza cui si aggrappò per uscire da un’infanzia di violenze e disagi, che lo portò a finire in prigione per furto. Qui prese confidenza con la chitarra, che continuò a suonare anche quando fu costretto a fare i lavori più disparati per campare (imbianchino e panettiere).

Print Friendly, PDF & Email