Giovedì 16 gennaio, 16° giorno dell’anno, 3^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 350 giorni (bisestile)

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Una foto del 16 gennaio 1920, inizio del 'proibizionismo' in Usa: ecco come finiva l'alcool

FRASE DEL GIORNO – Nulla viene dimenticato più lentamente di un’offesa, e nulla più velocemente di un favore. (Martin Luther King)

SANTI DEL GIORNO – San Marcello (Papa, protettore degli stallieri), San Tiziano di Oderzo (Vescovo), Santi Berardo, Otone, Pietro, Accursio e Adiuto (Protomartiri dell’Ordine dei Frati Minori), Santa Dana (Danatte, Martire), Santa Fursa (Furseo, Abate), San Leobazio (Abate), San Melas (Vescovo di Rhinocolura), San Triviero (Troverio, Sacerdote), Sant’Onorato di Arles (Vescovo), Santa Giovanna da Bagno di Romagna (Monaca camaldolese).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1920 nacque il Proibizionismo. Con l’entrata in vigore del XVIII emendamento, negli Usa venne sancito il bando su fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcool. Nel periodo, definito “proibizionismo”, fiorì il ‘mercato nero’ di alcolici su cui si tuffò la malavita, dando vita a locali semi-segreti chiamati “speakeasy”, “blind pig”, “blind tiger”, dove si vendevano illegalmente bevande alcoliche.
Il ‘proibizionismo’ terminò il 5 dicembre 1933.
Nel 1957 aprì il Cavern Club. Situato al numero 10 di Mathew Street, lo storico locale di Liverpool fu aperto da Alan Sytner, ispirandosi ai locali parigini, ricavati negli scantinati, dove si suonava il jazz. Il ‘Cavern’ fu realizzato in un ex rifugio bellico e ospitò musica jazz, skiffle e beat. La fama mondiale arrivò con i Beatles, che lì si esibirono 292 volte.
Del club originale, chiuso a maggio ’73, non rimase quasi nulla e venne in parte demolito; il ‘Cavern Club’ riaprì il 26 aprile ’84 e fu una vera e propria riproduzione del vecchio locale, con addirittura gli stessi mattoni. Ogni anno, ad agosto, lì si riuniscono e si esibiscono le ‘tribute bands’ dei Beatles di tutto il mondo.
Nel 1969 Jan Palach si diede fuoco a Praga. Lo studente 21enne, sostenitore delle riforme proposte dalla ‘Primavera di Praga’, divenne eroe nazionale cecoslovacco con il gesto clamoroso di piazza San Venceslao, attuato per protestare contro l’invasione sovietica che voleva ristabilire l’ordine prestabilito del partito comunista al potere. Lo imitarono altri 7 patrioti, che si bruciarono nel silenzio dell’informazione, censurata dai sovietici.
Palach resta l’emblema: al suo funerale andarono in 600.000 e, dopo il crollo del comunismo con la caduta del Muro di Berlino, la sua figura fu rivalutata: nell’89 gli fu intitolata la piazza centrale di Praga, dedicata allora all’Armata Rossa. Nel ’90 il presidente Havel gli dedicò una lapide in piazza San Venceslao per commemorare il suo sacrificio.  

NATI FAMOSIVittorio Alfieri (1749-1803), Asti, letterato. Esponente di primo piano dell’Illuminismo italiano, drammaturgo e poeta, precursore del ‘Romanticismo’. Si pose sempre contro la tirannide e tutto ciò che impedisce la realizzazione di sé; fu autore di 22 tragedie in endecasillabi sciolti (concetto di unità aristotelica), 17 satire, 6 commedie, 5 prose politiche e 1 raccolta di Rime. Morì a Firenze.
Dian Fossey (1932-1985), Usa, etologa. Nata a San Francisco, laureata in veterinaria, Dian ebbe una straordinaria empatia verso gli animali, che lasciò temporaneamente per fare la terapista dei bambini disabili. Questa esperienza le fu d’aiuto quando decise di stabilirsi in una foresta del Ruanda, per vivere a stretto contatto con i gorilla di montagna. Le stesse sensibilità e tenerezza adoperate coi bambini le fecero conquistare la fiducia delle scimmie, che per 20 anni osservò da vicino come nessun altro etologo prima.
Pagò con la vita la battaglia contro i bracconieri, finendo brutalmente assassinata nel dicembre ’85 con lo stesso arnese utilizzato per uccidere i gorilla. La sua figura entrò  nell’immaginario collettivo col film “Gorilla nella nebbia”, con Sigourney Weaver.
Kate Moss (1974), Inghilterra) modella, stilista e personaggio TV. Nata a Croydon (periferia sud di Londra), sfilò per Calvin Klein, Gucci, Dolce & Gabbana, Louis Vuitton, Versace, Dior. Dichiarata più volte dalla rivista ‘Forbes’  la “seconda modella di maggior successo al mondo”, fu inserita dal “Consiglio degli stilisti d’America” nella lista delle donne meglio vestite sul pianeta. Nel ’07 fu distribuita nel Regno Unito la sua collezione di moda: capi di abbigliamento, borse, scarpe, cinture e intimo di fascia economica medio-bassa. Nella vita privata si contano le relazioni col fotografo Mario Sorrenti, l’attore Johnny Depp, il cantante Pete Doherty e il chitarrista Jamie Hince, che sposò nell’11 divorziando nel ’16. Oltre a una decina di altre relazioni ‘passeggere’, la modella ebbe una figlia, Lila Grace (’02), nata dalla relazione coll’editore Jefferson Hack.

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