Giovedì 7 maggio, 128° giorno
dell’anno, 19^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 238 giorni (bisestile)

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L'indimenticabile attore e presentatore Raimondo Vianello alla conduzione di "Pressing"

FRASE DEL GIORNO Se mi guardo indietro non ho pentimenti. Dovessi ricominciare, farei esattamente tutto quello che ho fatto. Tutto. Mi risposerei anche. Con un’altra, naturalmente. (Raimondo Vianello)

SANTI DEL GIORNO – Santa Flavia Domitilla (Martire), San Flavio di Nicomedia (Martire), San Cerenico (Cenerico, Cinereo) di Spoleto (Diacono in Normandia), San Maurelio (Vescovo di Voghenza – Ferrara), Sant’Agostino di Nicomedia (Martire), Santa Virginia (Vergine, Pastorella del Poitou).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1682 Luigi XIV insediò la corte a Versailles. La smania di grandiosità del ‘Re Sole’ trasformò una terra triste e paludosa nel cuore del regno di Francia, sintesi dello splendore artistico e dello sfarzo che circondarono i sovrani francesi. Due ragioni portarono Luigi XIV nel 1661 a decidere l’ampliamento del castello, fatto costruire da suo padre, Luigi XIII, a 20 km ad ovest di Parigi, nello sconosciuto borgo di Versailles. Da un lato l’obiettivo di dar vita a un monumento simbolo del proprio potere, che non avesse confronti con le altre residenze reali europee; dall’altro la volontà di assicurarsi una residenza decentrata, lontana dai veleni e dai tumulti della capitale.
I lavori iniziarono alla morte del cardinale Mazzarino e interessarono interventi di restauro del vecchio castello, cui furono aggiunte due ali, in modo da formare un cortile di marmo. Nello stesso periodo l’architetto André Le Notre curò la realizzazione del sontuoso parco di 800 ettari, portato a termine nell’arco di trent’anni. Un ulteriore allargamento fu affidato all’architetto Louis Le Vau che realizzò l’Enveloppe, secondo edificio che abbracciava l’originario castello. All’inizio degli anni ’80 del ‘600 il monumentale complesso poteva ospitare 10.000 persone, tante quante seguirono Luigi XIV quando decise di insediare qui la sua corte. Era il 7 maggio del 1682.
Nel 1824 prima esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven. La quintessenza della musica universale e il più sublime capolavoro che sia mai stato scritto. Il fatto che il suo autore l’avesse composta quand’era completamente sordo, rende la ‘Nona Sinfonia’ qualcosa di unico nella storia del genere umano. L’ultracinquantenne Ludwig van Beethoven la ultimò pochi anni prima di morire, lasciando con essa un ultimo grande testamento del suo sconfinato genio musicale: col titolo completo di “Sinfonia n. 9 in Re minore Op. 125″, la eseguì per la prima volta in pubblico al prestigioso Theater am Kärntnertor di Vienna. Nel 4° e ultimo movimento la sinfonia include il celebre “Inno alla gioia”, adottato come inno ufficiale dall’Unione europea.

NATI FAMOSI – Pyotr Tchaikovsky (1840-1893), Russia, musicista. Compositore tra i migliori della storia della musica e autore di sinfonie tra le più popolari al mondo, fu tra i maggiori interpreti del ‘romanticismo musicale’. Nato a Kamsko-Votkinsk e morto a San Pietroburgo, Pyotr Ilyich Tchaikovsky studiò pianoforte fin da piccolo ed ebbe come maestro l’italiano Luigi Piccoli, dal quale fu indirizzato verso le opere di Rossini, Bellini e Donizetti.  Dell’inestimabile eredità musicale che ha lasciato sono celebri i tre balletti “Il lago dei cigni”, “La bella addormentata” e “Lo schiaccianoci”, le ultime “tre sinfonie”, il “Concerto per pianoforte e orchestra n. 1” e la “Ouverture 1812″.
Raimondo Vianello (1922-2010), Italia, attore e conduttore TV. Nato a Roma, con la proverbiale mimica e l’ironia elegante divenne, con l’inseparabile moglie Sandra Mondaini,  una delle coppie del cinema e della TV più amate dal pubblico italiano. Trascorse la giovinezza in Istria e Dalmazia, seguendo il padre ammiraglio della Regia Marina. Tornò in Italia dopo la guerra, si laureò in Giurisprudenza e coltivò la forte passione per il calcio in squadre di 3^ categoria. Formatosi, come tanti, nella rivista, entrò nel mondo del cinema negli anni ’50, trovando in Ugo Tognazzi il partner ideale sul set e in TV. Dopo vari programmi in RAI, alla fine dei ’60 diede vita al celebre duo con la moglie, che replicò a Mediaset con “Casa Vianello” (’88-’07). Condusse il Festival di Sanremo ’98 e fu l’anima del programma “Pressing” (’91–’99 e ’00-’06) dove usava lo ‘humour’ per commentare il calcio. Vianello morì a 87 anni, il 15 aprile ’10, presso l’ospedale San Raffaele di Milano, dopo 11 giorni di ricovero per un blocco renale (dal ’72 aveva un solo rene), precedendo di 5 mesi la moglie Sandra. Dopo il funerale fu sepolto nella tomba di famiglia al cimitero del Verano, a Roma. Il paese di Offagna (AN), dove Vianello da ragazzo trascorreva le vacanze estive, nel ’10 gli intitolò il nuovo stadio di calcio.

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