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Giuseppe Verdi, il più grande musicista italiano di sempre, fu autore di opere immortali

FRASE DEL GIORNO – Torniamo all’antico e sarà un progresso. (Giuseppe Verdi)

SANTI DEL GIORNO – San Daniele e compagni (Martiri a Ceuta), San Giovanni Leonardi (Sacerdote), San Daniele Comboni (Vescovo), San Cerbonio (Cerbone) di Populonia (Vescovo), San Gereone e compagni (Martiri), Santi Eulampio ed Eulampia (Martiri),  Sant’Alderico (Arcivescovo di Sens).

EVENTO DEL GIORNO – Nel 1906 1° Nobel a un italiano. L’Accademia svedese assegnò il “Premio Nobel per la Letteratura” a Giosuè Carducci con la seguente motivazione: “Non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica”. Dopo di lui altri 5 italiani vinsero il prestigioso premio per la Letteratura: Grazia Deledda (1926), Luigi Pirandello (1934), Salvatore Quasimodo (1959), Eugenio Montale (1975) e Dario Fo (1997).

NATI DEL GIORNO – Giuseppe Verdi (1813-1901), Italia, compositore. Nato a Roncole Verdi di Busseto (PR) come Giuseppe Fortunino Francesco, fu uno dei più grandi musicisti di sempre, autore di melodrammi famosi in tutto il mondo. Pur provenendo da una famiglia umile e disagiata, Verdi riuscì ad intraprendere la carriera che desiderava. Eletto nel primo Parlamento dell’Italia Unita (1874-1901), condusse una vita semplice. Soprannominato il “cigno di Busseto”, compose moltissime opere, “Aida”, “Nabucco”, “Rigoletto”, “Il Trovatore”, “La Traviata”, “Messa di requiem” (dedicata a Manzoni dopo la morte), “Otello”, “Falstaff”, “I vespri siciliani”, ancora oggi eseguite nei templi della lirica mondiale.
Tra gli anni ’60 e gli ’80 il suo volto fu impresso sulla banconota da 1.000 lire italiane, e oggi 3 importanti Conservatori sono a lui dedicati: Milano, Torino e Como.
Harold Pinter (1930-2008), Inghilterra, drammaturgo. Tra i più valenti autori del secondo ‘900, dopo Samuel Beckett, suo modello, è l’autore più rappresentativo del cosiddetto  ‘teatro dell’assurdo’. Nato a Londra, iniziò dalla poesia, poi passò alla scrittura e al teatro. Autore prolifico, scrisse per radio, TV e cinema, denunciando dagli anni ’70 le violazioni dei diritti umani e condannando le guerre combattute dagli USA. Nel 2005 ottenne il Nobel per la Letteratura perché “nelle sue commedie scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell’oppressione”.
Edoardo Reja (1945), Italia, ex-calciatore e allenatore. Nato a Lucinico (GO) da famiglia di origine slovena, fu centrocampista di Spal, Palermo, Alessandria e Benevento (277-4).
Da allenatore guidò Molinella, Monselice, Pordenone, Pro Gorizia, Treviso, Mestre, Varese, Pescara, Cosenza, Verona, Bologna, Lecce, Brescia, Torino, Vicenza, Genoa, Catania, Cagliari, Napoli, Hajduk Spalato e Lazio, per 916 panchine totali (252 in A). Da giocatore vinse 1 campionato Primavera e 1 di C (Alessandria ’73-’74), da allenatore ottenne 1 promozione in B e 4 in serie A. Attualmente allena la Nazionale Albanese.
Antonio Albanese (1964), Italia, attore. Nato a Olginate (LC), di origini siciliane, si formò alla “Civica Scuola d’Arte Drammatica” di Milano, esordendo nel cabaret di ‘Zelig’. Divenuto celebre nel ’93 con “Mai dire gol”, al cinema si dimostrò abile anche in ruoli seri, con “Vesna va veloce” (’96) e “Uomo d’acqua dolce” (’97, debutto in regia). Poi esplose ‘Cetto La Qualunque’, caricatura di politico meridionale, portato nei teatri e al cinema con il film “Qualunquemente”; nel ’13 Gianni Amelio lo volle per “L’intrepido”, presentato alla 70ª Mostra di Venezia, con cui vinse il Globo d’oro come “miglior attore”. Nel ’16 recitò nella commedia “L’abbiamo fatta grossa”, di e con Carlo Verdone, poi seguirono le pellicole “Come un gatto in tangenziale” (con la Cortellesi) e “Contromano” (firmò anche la regia).

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