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La sede centrale dell'Università Bocconi di Milano, fondata nel 1902

FRASE DEL GIORNO – È vero che la pazienza ha un limite, ma è altrettanto vero che un sorriso, quel limite, può spostarlo un po’ più avanti. (Swanito75, Twitter)

SANTI DEL GIORNO – San Leone I Magno (Papa e Dottore della Chiesa, protettore di musica sacra, musicisti e cantori), Sant’Andrea Avellino (Sacerdote), San Baudolino di Alessandria (Eremita).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1902 fu inaugurata l’Università Bocconi. Avvicinare l’istruzione universitaria alla vita reale e fare di cultura e scienza un binomio imprescindibile nella crescita del ceto imprenditoriale. Fu questa la duplice ‘missione’ che il grande imprenditore milanese Ferdinando Bocconi conferì all’Università da lui fondata a Milano,  intitolata al figlio Luigi, caduto in battaglia nella guerra di Abissinia. Concepita come una fondazione privata, l’Università Luigi Bocconi venne inaugurata il 10 novembre 1902, con l’unico corso in Economia e Commercio (1° in Italia). La struttura venne ampliata con la costruzione di una nuova sede nel 1941 e di strutture annesse (biblioteca e alloggi per studenti), e poi di un’altra sede col ‘palazzo ellissoidale’ di via Roentgen, disegnato da Gardella e inaugurato nel 2008. Unica università italiana a non aver mai concesso ‘lauree ad honorem’, la Bocconi è annoverata tra le più prestigiose ‘Business school’ del mondo.

Nel 1975 fu firmato il Trattato di Osimo. Il ministro degli Esteri italiano Mariano Rumor e l’omologo jugoslavo Miloš Minić si ritrovarono alla Villa Leopardi-Dittajuti di Osimo (AN), per firmare un accordo che pose fine all’annosa e drammatica ‘questione triestina’.
Con esso vennero stabiliti in maniera definitiva i confini nazionali: all’Italia fu riconosciuta l’autorità sulla ‘zona A’ (Trieste, Sgonico, Monrupino, San Dorligo della Valle, Duino-Aurisina e Muggia), alla Jugoslavia sulla ‘zona B’. In questo modo centri italiani come Villa Decani, Capodistria e Isola passarono passarono sotto la giurisdizione slava.

NATI DEL GIORNO – Martin Lutero (1483-1546), Germania, teologo. La storia lo ricorda come “uomo dello scisma”, che con le proprie idee rivoluzionarie segnò il destino del Cristianesimo dando vita a una seconda via verso la salvezza dell’anima. Nato ad Eisleben da una famiglia di contadini, si laureò in teologia e si formò sulle letture di San Paolo e Sant’Agostino. La sua profonda conoscenza dei testi sacri gli fece ottenere la cattedra di dialettica e fisica all’Università di Wittenberg. Scandalizzato dalla dilagante corruzione del clero di Roma, per rispondere alle indulgenze papali di Leone X in cambio di un obolo per la costruzione di San Pietro, emanò il 31 ottobre 1517 le sue famose 95 tesi. In esse venivano indicati alcuni concetti contrari alla dottrina cattolica: la “sufficienza delle Sacre Scritture” (escludendo l’intermediazione dei papi nella loro comprensione); il “Sacerdozio universale” (che disconosceva il clero, sottolineando che il rapporto tra Dio e uomo è individuale e autonomo); la “negazione dell’infallibilità papale”. Accolte con favore in Germania, le teorie di Lutero portarono alla “Riforma protestante” e alla relativa dottrina, ancora oggi diffusa in Germania, Scandinavia, Estonia, Lettonia, Usa ed Etiopia.
Ennio Morricone (1928), Italia, compositore e direttore d’orchestra. Per i musicisti di ogni genere e lingua è semplicemente “il Maestro”. Originario di Arpino (FR) ma nato a Roma, alle elementari ebbe come compagno di classe un certo Sergio Leone, col quale scrisse, più avanti, un pezzo di storia del cinema, dalla saga degli “spaghetti western” al gangster malinconico “C’era una volta in America” (1984). Oltre a firmare le colonne sonore di più di 500 film, portò le sue sinfonie in giro per il mondo, mostrando uguale abilità come direttore d’orchestra. Vincitore dell’Oscar alla carriera (2007) e, 1° italiano assoluto, del ‘Polar Music Prize’ dall’Accademia Reale svedese (’10), nel ’16 rivinse l’Oscar per la “miglior colonna sonora” di “The Hateful Eight” e nello stesso anno gli fu assegnata la stella n. 2.574 della “Hollywood Walk of Fame”. Ma nella bacheca di Morricone ci sono anche 8 ‘Golden Globe’, 10 ‘David di Donatello’, 10 ‘Nastri d’argento’, 6 ‘Premi Bafta’ e 1 ‘Leone d’oro’ alla carriera. Tifoso dichiarato della Roma, gli è stato dedicato un asteroide (‘152188 Morricone’).
Mike Powell (1963), Usa, ex atleta. Nato a Filadelfia (Pennsylvania), si specializzò nel salto in lungo, di cui detiene il record del mondo con 8.95 metri, stabilito ai Mondiali ’91, unico uomo ad aver fatto meglio di Bob Beamon (8.90 a Mexico ’68). Alle Olimpiadi vinse 2 argenti (’88 e ’92), ai Mondiali 2 ori (’91 e ’93) e 1 bronzo (’95).
Vanessa Ferrari (1990), Italia, ginnasta. Nata a Orzinuovi (BS), specializzata nel corpo libero, vinse 1 oro, 1 argento e 3 bronzi Mondiali più 4 ori, 3 argenti e 3 bronzi Europei, non riuscendo mai ad acchiappare una medaglia olimpica. Bersagliata dagli infortuni, ha subìto 2 operazioni al tendine d’Achille e altri interventi ai piedi, ma sta lavorando duramente per qualificarsi all’Olimpiade di Tokio 2020. Soprannominata “la farfalla di Orzinuovi” e “la Cannibale”, è stata la prima ginnasta italiana a eseguire lo ‘Tsukahara avvitato Silivas’, doppio salto indietro raccolto con doppio avvitamento.

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