Lunedì 10 febbraio, 41° giorno dell’anno, 7^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 325 giorni (bisestile)

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Piero Pelù, l'intramontabile 'Diablo' del rock e leader dei 'Litfiba', compie oggi 58 anni

FRASE DEL GIORNO – Si decide in fretta di essere amici, ma l’amicizia è un frutto che matura lentamente. (Aristotele)

SANTI DEL GIORNO – Santa Scolastica (Vergine, protettrice dell’Ordine benedettino e dei bambini che soffrono di convulsioni), San Protadio di Besançon (Vescovo), San Troiano (Vescovo), Santa Austreberta (Badessa di Pavilly), Santi Caralampo, Porfirio e Bapto (Martiri), Santi Zotico e Compagni (Martiri di Roma).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1986 iniziò il maxi-processo di Palermo. Per la prima volta la mafia fu messa alla sbarra come organizzazione dotata di una gerarchia e di una strategia d’azione ben definite. Il processo si tenne nell’aula bunker del carcere palermitano dell’Ucciardone. I capi d’imputazione furono 120 omicidi, traffico di droga, estorsione e il nuovo reato di ‘associazione mafiosa’. Per scongiurare il rischio di defezioni, atte a bloccare il processo, vennero nominati 2 pubblici ministeri, 2 presidenti di corte, 2 giudici a latere, mentre i giudici popolari furono 16. A mettere sulla strada giusta il giudice istruttore Falcone fu il “pentito” Tommaso Buscetta, il 1° della storia. Soprannominato il “boss dei due mondi” per la sua lunga permanenza negli Usa, Buscetta fu per 40 anni in contatto con tutti i vertici delle famiglie mafiose, pagando a caro prezzo il suo allontanamento (2 figli uccisi insieme ad altri familiari). Le sue rivelazioni, raccolte in 400 pagine di interrogatorio, svelarono al magistrato ramificazioni e segreti della cupola siciliana. Durante l’interrogatorio, ripreso solo di spalle o sulle mani, ‘don Masino’ pronunciò per la prima volta in un tribunale l’espressione “Cosa nostra”, spiegando che è così che gli affiliati chiamano l’organizzazione, suddivisa in famiglie, ognuna col nome del rione o del comune posti sotto il proprio controllo. Al vertice della piramide la ‘Commissione’, formata dai ‘capi-mandamento’ espressi da tre famiglie.  Il processo andò avanti per due anni e il 16 dicembre ’87 arrivò la sentenza. Su 474 imputati, 360 vennero condannati, e tra questi ci furono pericolosi boss latitanti come SalvatoreTotò’ RiinaBernardo ‘Binnu’ Provenzano, catturati rispettivamente nel 1993 e nel 2006. Ma in appello e in Cassazione le condanne si ridussero a 60, con la delusione dei giudici Falcone e Borsellino che cominciarono a sentirsi abbandonati nella loro lotta. Entrambi furono assassinati con gli attentati di Capaci e via D’Amelio nel ’92, ma quelle stragi non riuscirono a cancellare i risultati delle loro inchieste e del Maxiprocesso: da allora in avanti nessuno poté più ignorare l’esistenza di “Cosa nostra”, né sottovalutarne la ‘forza invasiva’ nel tessuto politico, economico e sociale.
Dal 2004 oggi è il ‘Giorno del Ricordo’. In questa data si conserva e si rinnova la memoria della tragedia degli italiani uccisi e perseguitati dai comunisti jugoslavi: le vittime delle foibe, l’esodo di istriani, fiumani e dalmati cacciati dalle loro terre nel secondo dopoguerra. Vicende per troppo tempo dimenticate e ‘nascoste’ da racconti volutamente parziali della storia di quel periodo. La commemorazione, istituita con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, cade in questa data perché è il giorno in cui, nel ’47, furono firmati i trattati di pace di Parigi che assegnavano alla Jugoslavia comunista l’Istria, il Quarnaro, la provincia di Zara e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza territori italiani.

NATI FAMOSIMark Spitz (1950) Usa, nuotatore. Vinse 9 medaglie d’oro olimpiche: 2 a Mexico ’68 nelle staffette, poi 7 a Monaco ’72 (4 individuali e 3 staffette) con altrettanti record del mondo. Si ritirò a 22 anni, ma il suo primato venne battuto solo 36 anni dopo, a Pechino ’08, dal connazionale Michael Phelps, che vinse 8 ori nella stessa Olimpiade.
Francesca Neri (1954), Italia, attrice. Nata a Trento, esordì con “Il grande Blek” (’87), fece parlare di sé col film erotico “Le età di Lulù” (’90) e poi con la commedia “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” (’91) di Massimo Troisi, che le regalò il Nastro d’Argento. Recitò per celebri registi (Verdone, Salvatores, Almodóvar, Ridley Scott) e vinse il 2° Nastro d’argento (’97) con “Carne trémula”. Infine, con “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati (’09) si aggiudicò il 3° Nastro d’argento.
Piero Pelù (1962) Italia, cantante. È il ‘Diablo’ del rock italiano: con la sua potente voce da baritono è protagonista da 40 anni, come solista e come frontman dei ‘Litfiba’. Toscano di Firenze, si accostò al mondo delle 7 note nel mito del rock anni ’70, in particolare i “Black Sabbath”, e del punk inglese. Il 1980 fu l’anno della svolta: incontrò Antonio Aiazzi, Federico “Ghigo” Renzulli, Gianni Maroccolo e Francesco Calamai e fondò i Litfiba, unendo le sonorità del “new wave” al tema del rifiuto del totalitarismo.

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