Alessandria. Intervista a Rita Rossa candidata sindaco

0
694

Rita Rossa è un politico atipico; pensa a lungo termine; non vuole accordi elettorali a discapito del suo disegno per il recupero della città insieme ai cittadini; vuole riportare il dialogo tra palazzo e territorio. Ha la passione per l’impegno civile secondo l’esempio della sua famiglia ma è anche concreta come le donne sanno essere; fa la spesa e sa che far tornare i conti del Comune sarà la sfida che l’attende.

Come concepisce la politica?

“Come partecipazione e con i cittadini come protagonisti. Nella gestione della res publica intendo coinvolgere i cittadini anche come assunzione di responsabilità; per esempio sul bilancio di Alessandria chiederò ai cittadini le priorità; secondo i bisogni essenziali. Perché non iniziare la manutenzione degli spazi verdi insieme; coinvolgendo tutti; le associazioni; le scuole; o ancora perchè non sviluppare insieme gli orti che ora sono soltanto per gli anziani e domani potrebbero essere delle famiglie. E la Cittadella non potrebbe essere assegnata alla protezione civile o alla forestale attraverso convenzioni con un impegno di cura ma che renderebbe tutto più facilmente vivibile. Sono beni pubblici quindi di tutti; non del Governo della città. Le rinunce facciamole insieme secondo le priorità dei bisogni. Quindi politica come forma di partecipazione con assunzione di responsabilità collettiva”.

Ha paura del dissesto?

“La situazione di disastro economico ha dei responsabili precisi: il sindaco; l’ex assessore Vandone e il rag. Ravazzano; 100 milioni di buco; il Cissaca; il consorzio servizi sociali; ha un credito di 9 milioni. Mi fa paura perché non so se ci sono altre situazioni disastrose per fortuna c’è la Corte dei Conti; al Cissaca che eroga 11 milioni in servizi a fronte di 2 di costi; faremo un piano di rientro. Metteremo sul mercato l’azienda del gas. Comunque il dissesto genererà sacrifici; lacrime e sangue ma dobbiamo avere una prospettiva e le rinunce e i sacrifici li faremo insieme; sapendo che però abbiamo un progetto futuro”.

Nel programma si parla di ambiente; sviluppo e cultura; ma come?

“Penso che da una crisi non si possa uscire impoveriti rispetto alla crescita e ai diritti. La cultura è l’opportunità per sviluppare le intelligenze che sono qui. Ogni euro investito sulla conoscenza ha un ritorno di 4 euro. Questa amministrazione deve riconquistare dignità e autorevolezza così da potersi sedere al tavolo delle trattative con la Regione; con le banche del territorio e dettare quindi le condizioni per lo sviluppo del territorio. Se abbiamo dignità possiamo spingere le banche sui progetti dell’imprenditoria giovanile e non solo ma se il comune è l’interlocutore che ha fino a 11 milioni di euro di anticipo di cassa; a quei tavoli di concertazione non si siederà mai nessuno”.

Qual é la cosa che la fa più “arrabbiare” dell’attuale amministrazione?

“La protervia; il concepire la cosa pubblica come una proprietà privata. La totale indifferenza verso le opportunità che un amministratore di una città può avere. E’ mancata la dignità di una visione; di una prospettiva; si è occupata l’istituzione come se fosse una proprietà; comperare 25mila euro di penne non è soltanto grave in sé; é la motivazione perché ciò é stato fatto che grida vendetta: sono una passione del sindaco. Quando il presidente dell’Amag; che fa poi lavorare le sue società; i suoi amici; dice che dalle finestre della sua azienda; – l’Amag azienda di tutti i cittadini- ritorna all’infanzia perché guarda la fontana – che è costata 130mila euro-; voluta con i massi dell’Orba è esattamente la traduzione del concetto proprietario del pubblico e che più mi fa arrabbiare”.

Come andranno queste elezioni; cosa teme?

“Rispetto tutti gli avversari; forse temo più di tutto l’astensionismo; sintomo di uno scollamento così forte di cui noi siamo responsabili. Ho paura di non riuscire ad arrivare ai bisogni nascosti dei cittadini che ormai non credono più nelle istituzioni. Incontro in questi giorni vari settori e non prometto cose impossibili ma dico soltanto che ci daremo una mano insieme. Quando parlo di sangue e lacrime immagino una giunta che si taglia i compensi e che i vari componenti lavorino al di là della politica. Da un punto di vista elettorale penso che con tutti i candidati sindaco si arriverà al ballottaggio e sono consapevole di crearmi isolamento ma non sacrificherò ad accordi elettorali la natura del mio disegno e del mio programma”.

Cosa fa nel tempo libero?

“Ne ho poco; mi piace leggere; vado a correre e viaggiare con mia figlia. Anche la politica deve ritagliarsi degli spazi e in proposito anche il lavoro che ciascun politico fa deve continuare; infatti; immagino di continuare l’insegnamento”.

Fausta Dal Monte

Print Friendly, PDF & Email