#SalTo16: “La vicenda Eternit al cinema e in libreria, una storia d’amore e d’amianto”

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Un dramma familiare in cui i soli elementi di finzione sono i nomi dei personaggi, basato sulla vera tragedia dell’Eternit a Casale Monferrato. Questo è “Un posto sicuro”, insolito caso di film diventato libro, protagonista dell’evento tenutosi stamattina alla Sala Incontri del Salone del Libro.

A dialogare con lettori, appassionati e persone che hanno vissuto sulla loro pelle le dinamiche violente dell’inquinamento da amianto nel Casalese, gli autori Francesco Ghiaccio e Marco D’Amore, attore sulla cresta dell’onda per il “suo” Ciro nella serie tv cult “Gomorra”.

A differenza che nella produzione televisiva, D’Amore ha ricoperto un ruolo ben più impegnativo nella creazione della pellicola cinematografica, da cui è nato poi un volume per “merito di Sperling & Kupfer e dell’editor Ester Mazzoni”, come ha ricordato lo stesso attore. Non solo egli ha avuto a che fare con la fasi tecniche di preparazione dell’opera, ma anche con la selva di pregiudizi interni al mondo del cinema riguardo un film difficile per temi e area di interesse. Il timore che fosse un lungometraggio poco appetibile è stato smentito dal successo da cui è stato baciato, a dimostrarlo anche il folto pubblico presente all’incontro.

Al centro del lavoro di Ghiaccio e D’Amore il dramma dell’amianto di Casale Monferrato, una vicenda sconosciuta ai più in Italia, una vicenda che può ripetersi in altre zone del Belpaese e nel resto del mondo, dove i materiali amiantiferi sono ancora ampiamente presenti e utilizzati senza alcuna protezione.

Il racconto di “Un posto sicuro” prende quindi spunto dalla realtà vissute da decine di famiglie all’ombra della grande fabbrica Eternit ma, in realtà, cerca di astrarsi dai precisi riferimenti temporali e di luogo per veicolare un messaggio universale di speranza e di lotta contro la violenza cieca del dolore, provocato da personaggi senza scrupoli.

Stefano Summa

@Stefano_Summa

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