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lunedì, Gennaio 24, 2022

Riflessioni sullo stato del Paese

Da qualche anno ,o meglio da moltissimi mesi sentiamo che l’economia a italiana sta dando segni di ripresa o di risveglio che dir si voglia, che il paese è in ripresa ,che c’è una ripartenza…che è finalmente l’anno della svolta ,della ripresa economica, verso un futuro di crescita e di occupazione, salvo poi vedere che tutti gli indicatori più importanti ,cioè quelli che per tutti gli economisti del pianeta che dir si voglia ,sono i fattori che denotano che una nazione è sulla via della “guarigione”, or bene ,questi ,raccontano una storia diversa ,diversa da tutto, diversa dalle promesse ,dalla propaganda politica spicciola ,a cui ci ha abituato la nostra classe politica veramente mediocre che ci meritiamo…che pensando solo ed esclusivamente a perpetuare se stessa ,si dimentica di tutto ,soprattutto delle piccole e medie imprese, quelle che negli anni del boom e del dopo boom hanno fatto si che il Bel Paese era la Milano da bere ,per usare un eufemismo ,cioè il miracolo economico ,dove i nostri ragazzi imparavano un mestiere,,le famose botteghe artigiane dove ci si incamminava per trovare un “posto “nella vita o comunque un trampolino di lancio per una strada più agevole. In poche parole una speranza abortita già prima che nascesse, che tutto annichilisce…PIL ,ordinativi dell’industria, retribuzioni, consumi dicono una realtà inconfutabile ,che c’è una ripresina ,una lentissima marcia ,dal buio totale, verso la luce….ma è lontanissimo anni luce dai livelli precrisi. Anche il Fondo Monetario Internazionale, nel suo ultimo rapporto sull’Italia ,ha scritto che il nostro paese ,si muove ,ma come un pachiderma con i piedi d’argilla ,il che è tutto dire, tornerà ai livelli precrisi intorno all’anno 2020.Ma non stiamo parlando del film Star Trek, è la realtà del nostro paese ,ciò di cui stiamo parlando, del nostro benessere ,tradotto del futuro dei nostri figli, della possibilità per tanti giovani di trovare una propria strada ,farsi come dicevano i nostri vecchi ,una famiglia, ecc..

Ma per uscire da una situazione ,come quella in cui siamo ,ci vogliono scelte coraggiose, talvolta, anzi molte volte impopolari, ci vuole un ruolo nuovo di fare politica basato non sul consenso ,ma sul fatto che è un lavoro come un altro ,e dunque che bisogna dare il meglio di se stessi ,nell’interesse non proprio ma dei cittadini.

Un certo signor Guazzaloca che è stato credo di non sbagliare primo cittadino di una città dell’Emilia Romagna, forse Bologna, diceva che i problemi non sono ne di destra ne di sinistra. Ergo chiunque vada al potere deve governare nell’interesse di tutti i cittadini di quel luogo, nazione che dir si voglia.

Nel nostro paese ,bel paese assistiamo all’opposto ;la politica come segno distintivo del potere ,dell’ostentazione ,della corruzione. Occupo quel ruolo, ne traggo il maggior beneficio ,fregandomene di tutto e di tutto ,creando con la complicità dei poteri dello stato ,che dovrebbero vigilare ,buchi spaventosi ,che poi altri devono chiudere. Tutto questo non ha più senso, ormai siamo arrivati alla frutta, il nostro paese è quasi fuori dalla storia….e dovremmo dedicare ,dedicarci ad esso e portare avanti la nostra grande democrazia ,non per pochi ma per tutti.

Ormai siamo in balia di tutto e tutti, dal rallentamento dell’economia cinese ,dalla temuta Brexit ,dall’andamento del prezzo del petrolio, ogni situazione apparentemente straordinaria, crea apprensione, disagio, preoccupazione sulla tenuta della nostra economia.. e ancora grazie che con tassi ai minimi storici ,abbiamo delle boccate di ossigeno insperate..

Ma quanto potrà durare…

Inoltre con la piccola flessibilità straordinaria che ci è concessa ,facciamo o possiamo fare ben poco .Per rendere l’idea è come quando a un piccolo imprenditore con fido ,gli si dice ,ti ampliamo di poco il fido concesso ,ma in qualsivoglia momento ,devi rientrare….,e hai quel po’ di ossigeno che ti serve per andare avanti ,ma non per fare i salti mortali…

Dunque cosa serve…

Ma lo dico da sempre ;un taglio del costo del lavoro alle imprese, cioè contributo INPS a carico delle imprese più basso ,per favorire l’occupazione stabile e duratura, aiuto alle piccole e medie imprese ,le uniche in grado di far progredire il Paese.. costo dei servizi pubblici meno cari, taglio della burocrazia statale e delle scadenze tributarie ,allucinanti in un paese dove ormai anche i cittadini privati devono a vere un commercialista…adempimenti burocratici più snelli,ecc.

Michele Minardi

 

 

 

Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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