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martedì, Novembre 30, 2021

Quanta, troppa violenza sulle donne!

Si è svolta la presentazione dei dati nazionali sulla violenza contro le donne e di quelli della Rete Antiviolenza della provincia di Alessandria.

La giornata, fortemente voluta dall’Assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonte Monica Cerutti, ha visto la collaborazione dei due centri antiviolenza piemontesi della rete D.i.Re. (Donne in Rete contro la violenza): il centro torinese DONNE&FUTURO e il centro alessandrino me.dea, con il patrocinio di Provincia di Alessandria, Comune di Alessandria e Chiesa Valdese.

Doveva essere presente Linda Laura Sabbadini, Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’ISTAT, ma la sua partecipazione è stata compromessa da problemi di salute. Sono stati comunque presentati i dati dell’indagine nazionale, riferita all’anno 2014, e nel corso della mattinata sono intervenute anche le operatrici dei Centri Antiviolenza organizzatori dell’evento e le rappresentanti delle istituzioni locali. Un pubblico numeroso e attento ha seguito i lavori, conclusisi con un buffet a cura di Donne & Futuro nell’ambito del progetto “Fare la spesa con consapevolezza“, finanziato con il contributo della Tavola Valdese Otto per mille

I dati nazionali

La violenza contro le donne si conferma un fenomeno ampio e diffuso. 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.
Il 20,2% di loto ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri.

Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane (rispettivamente 31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.

A commettere le violenze più gravi sono i partner, attuali o ex. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli autori di molestie sessuali sono, invece, degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%).

Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza a danno della propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 si è passati al 65,2% rilevato nel 2014).

A fronte di dati che restano preoccupanti, emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine del 2013: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche-sessuali sono passate dal 13,3% al’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza.

È in calo sia la violenza fisica sia sessuale, dai partner ed ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% al’11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner.

In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale.

Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza. Più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano alle forze dell’ordine (dal 6,7% al’11,8%). Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner.

Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell’ordine.

Si segnalano però anche elementi negativi. Non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi.

3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita. Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subìto dall’ex partner.


I dati provinciali

Quale membro della Rete Antiviolenza della provincia di Alessandria, me.dea è stata incaricata di raccogliere e diffondere i dati provinciali, dialogando con i vari enti coinvolti dal fenomeno: servizi sociali, servizi sanitari, Forze di Polizia. Dopo un lungo lavoro di raccolta ed elaborazione, condotto da Carlotta Sartorio, referente dati del Centro Antiviolenza me.dea, sotto la supervisione della presidente Sarah Sclauzero e con la collaborazione dei soggetti della Rete, oggi sono stati presentati pubblicamente i dati riferiti al 2014.

I casi di violenza sui quali si è lavorato sono stati 747.
Il 66,6% di chi si è rivolto alla Rete è di
nazionalità italiana. Tra le straniere il 27,4% proviene dalla Romania, il 21,8 % dal Nord Africa (prevalentemente Marocco), il 13,7% dall’Albania, l’8,1% da altri Paesi dell’Est Europa, il 7,7% dalla Nigeria, il 4,7% da altri Stati dell’Unione Europea, il 3,8% da Paesi Asiatici, lo 0,1% dagli Usa.

Le donne che hanno registrato più accessi alla Rete hanno prevalentemente un’età tra i 26 e 45 anni: 25,6% comprende la fascia tra 36 e 45 anni, che registra una percentuale di pluriaccessi del 15%; il 22,1% risulta tra 26 e 35 anni con una percentuale di pluriaccessi alla rete del 18%. Seguono la fascia 46/55 anni (23,8%) e quella 18/25 (15,1%). La fascia di donne più anziane (oltre 66 anni) è del 4,5%.

Per le vittime che si rivolgono a un servizio di aiuto è difficile dichiarare l’autore della violenza; il 32% non dice nulla; ma dalle indicazioni dei referti si evince che nella maggior parte dei casi si tratta di violenza all’interno di una relazione.

La forma di violenza più emergente è quella fisica, poiché è anche la più facilmente individuabile dal ricorso alle strutture sanitarie. E’ dato comune, però, la presenza di violenza psicologica in ogni altra forma di violenza (fisica, sessuale economica e stalking).

Considerando che sul totale degli accessi alle Istituzioni delle Rete si è registrato il 13,4% di pluriaccessi (casi in cui la donna si è rivolta a più di una delle Istituzioni della Rete o più volte alla stessa Istituzione)

e che a differenza degli altri attori della Rete il Centro Antiviolenza me.dea e il CISSACA, consorzio socio-assistenziale dell’alessandrino, non registrano la donna ad ogni accesso in quanto già entrata in un percorso di sostegno, emerge un dato importante: tra il 13,4% di donne che hanno compiuto dei pluriaccessi, quasi il 40% si è rivolto a più di una Istituzione.

Questo dato – dichiara la presidente me.dea Sarah Sclauzero – da un lato dimostra che non si tratta di accessi random, bensì molto ben strutturati con una direzione consigliata alla donna vittima, già dal primo accesso, dunque premia gli sforzi compiuti dalla Rete per condividere procedure e modalità omogenee di accoglienza. Dall’altro evidenzia l’importanza degli invii spontanei ai servizi, azioni che mettono la donna nella condizione di conoscere i luoghi e gli operatori in grado di aiutarla, lasciandola libera di decidere come agire, in piena consapevolezza e autodeterminazione, due principi irrinunciabili per l’attività dei Centri Antiviolenza“.

La raccolta ed elaborazione dei dati a livello provinciale proseguirà anche nel 2015, nella forte convinzione di tutti gli attori della Rete che solo condividendo il proprio lavoro è possibile fornire risposte sempre più puntuali alle donne che chiedono aiuto per uscire da una situazione di violenza.

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Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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