Novi, start up per imprese giovanili

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Sarà operativo nel mese di marzo e avrà sede presso Palazzo Pallavicini l’incubatore di imprese giovanili rivolto a giovani under 35 che hanno da poco avviato o sono in procinto di avviare un’attività economica a bassa tecnologia.

Il progetto, denominato “Start up Novi Ligure”, avrà un’attenzione particolare alla nascita di nuove attività economiche legate al commercio, all’artigianato di qualità, all’agricoltura biologica, ai servizi per le aziende agricole e le industrie agro-alimentari del territorio, al turismo, alla cultura, alla cura e alla promozione del patrimonio culturale materiale e immateriale.

L’iniziativa, finanziata dalla Regione Piemonte attraverso il Piano Giovani 2011 – 2013, è stata ideata e promossa dal Comune di Novi Ligure in collaborazione con l’Associazione Reseau Entreprendre Piemonte e l’Agenzia di Sviluppo del Territorio Langhe Monferrato Roero.

Il bando, che verrà pubblicato nei prossimi giorni, prevede la selezione di sei imprese che potranno realizzare le fasi di start up delle proprie attività imprenditoriali. In pratica, l’incubatore accelera e rende sistematico il processo di creazione di nuove imprese fornendo loro una vasta gamma di servizi di supporto integrati, che includono gli spazi fisici, i servizi di supporto allo sviluppo del business, la formazione imprenditoriale, la consulenza legale, il monitoraggio dei finanziamenti e le opportunità di integrazione e networking.

Con questo progetto, il Comune di Novi Ligure prosegue la sua politica attiva per incentivare il lavoro e l’imprenditoria giovanili. In qualità di Ente capofila, infatti, negli anni scorsi sono state promosse diverse iniziative, in collaborazione con la regione Piemonte e la Provincia di Alessandria, che hanno interessato l’intero territorio novese. Ta le esperienze principali, si ricordano il bando “Una buona idea per il mio futuro”, che aveva lo scopo di premiare progetti di lavoro autonomo o imprenditoriale proposti da giovani, ed il bando “Giovani, lavoro e territorio”, che prevedeva tirocini formativi e di inserimento lavorativo per giovani disoccupati presso botteghe e imprese artigiane, nonché l’aiuto verso progetti innovativi sempre proposti da ragazzi che avevano intrapreso un’attività di lavoro autonomo o imprenditoriale.

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