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giovedì, Ottobre 21, 2021

“La creazione del mostro”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Luisa Cassano del M5S di Tortona:
“Giovedì scorso, al luna park in piazza Allende, un ragazzo tortonese, a seguito di “molestie” subite da un giovane magrebino, ha telefonato a un uomo adulto (secondo alcune fonti il padre, secondo altre un amico un po’ più grande di lui), il quale è accorso prontamente e ha ricorso il molestatore fino alla sua abitazione, nella quale si è asserragliato. Sono intervenuti i carabinieri, ma la vicenda non ha avuto sviluppi di tipo penale in quanto le presunte molestie erano state solo verbali. Questi sono i fatti.
Questi invece sono alcuni dei titoli con cui la stampa locale ha riportato l’accaduto: “IMPORTUNA BIMBI: INSEGUITO DA GENITORE” (bimbi? Al luna park non accompagnati? Mah…), “Tortona, pedofilo nordafricano, agghiaccianti testimonianze. Possibile che non si possa fare niente?”, “Nessun provvedimento (per ora) contro l’africano che ha importunato il ragazzo tortonese”. Ai titoli di giornale ha fatto seguito la pubblicazione a tappeto sui social network della foto in primo piano del magrebino (125 condivisioni su Facebook in poche ore), corredata di rassicuranti didascalie, quali: “Stiamo in guardia da questo individuo”, con relativi commenti che definire raccapriccianti è riduttivo.
Non è difficile creare un Mostro da sbattere in prima pagina, soprattutto in una città come Tortona, dove l’intolleranza verso gli extracomunitari è ogni giorno più forte, quindi di tutto c’è bisogno tranne che di fomentarla.
Ma la cosa più grave è l’aver tacciato pubblicamente di pedofilia una persona che ha EVIDENTE bisogno di aiuto psichiatrico. Il personaggio lo conosciamo da tempo: si aggira con aria stralunata per strada, dice frasi sconnesse (rivolgendosi a persone di qualsiasi età, non solo ai bambini) e a volte entra anche nei negozi o nei bar senza alcun motivo, come se cercasse attenzione (e alla fine l’ha avuta, purtroppo per lui..).
In sostanza: non ha mai fatto del male a nessuno.
Ci chiediamo: ma questi genitori e “giornalisti” tortonesi lo sanno cos’è un pedofilo? Sanno che i VERI pedofili, quelli più pericolosi, si annidano nelle pieghe di internet (quando non nelle stanze di una canonica) e usano mezzi subdoli oltre ogni immaginazione per raggiungere le loro vittime e dare sfogo ai loro schifosissimi istinti?
I genitori tortonesi pensano davvero di difendere i propri figli dalla pedofilia accanendosi su un povero disgraziato che sicuramente non sa che tutti questi “paladini dei diritti dell’infanzia” potrebbe denunciarli uno ad uno per diffamazione? Oppure segnalare il “linciaggio mediatico” alla polizia postale?
Avrebbero avuto la stessa DELICATA reazione e usato gli stessi toni SOAVI, se il “pedofilo” non fosse stato magrebino ma italiano e magari di buona famiglia?
Una sola cosa ci auguriamo: che tutto questo bruttissimo clamore possa almeno fare in modo che il ragazzo abbia (finalmente) l’assistenza sanitaria e sociale di cui ha bisogno, anche per scongiurare il pericolo che al linciaggio mediatico segua quello fisico”.

Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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