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venerdì, Ottobre 22, 2021

Il Movimento 5 Stelle ribadisce la sua posizione sull’azienda Costruire Insieme: ‘E’ illegittima’

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato inviatoci dal Movimento 5 Stelle di Alessandria:

È di questi giorni il comunicato stampa in cui il Sindaco grida: “è legittima, è legittima, avevamo ragione noi!”. Alla stregua di un naufrago che, in perenne affanno nel tentativo di salvarsi, si aggrappa ad ogni possibile appiglio che capita, individua il salvagente del momento nella Sentenza n. 236/2013 della Corte Costituzionale sul D.L. 95/2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza di servizi ai cittadini), meglio noto come decreto della “Spending Review”.
Quasi che la Corte si riferisse direttamente alla neonata Azienda Speciale Costruire Insieme, creata per gestire i servizi educativi dell’infanzia – da 0 a 6 anni – prima di competenza diretta del Comune!
Subito, dall’altra parte, il Consigliere Locci, strenuo oppositore della costituzione di tale azienda, ha rinvenuto nella Sentenza conferma alla sua tesi di illegittimità della Costruire Insieme.
Insomma, attorno al ritrovato entusiasmo di Rita Rossa, si è così acceso il dibattito politico locale.

La costituzione della Costruire Insieme si era scontrata, fin dal primo momento, con perplessità legali sollevate dall’opposizione, che richiamava il Decreto n. 95/2012 del Governo Monti, in cui veniva espressamente vietata la costituzione di qualsiasi nuova azienda locale.
Sull’azienda è tuttora pendente (così ci sembra di capire) un giudizio della Corte dei Conti, che in Piemonte ha già dato parere sfavorevole circa la costituzione di nuove aziende, proprio in conformità al citato decreto Monti.

A questo punto arriva anche una Delibera della Giunta Comunale che smonta e rimonta l’azienda Costruire Insieme togliendole i compiti originariamente assegnati in fase di costituzione (servizi educativi dell’infanzia da 0 a 6 anni), tranne uno residuale, per farle assorbire, tramite l’acquisizione di rami d’azienda della ASPAL S.r.l. in liquidazione, funzioni relative a mediazione culturale, giovani, musei, I.A.T. (turismo), I.C.S. (cooperazione), con l’impegno di realizzare un risparmio di almeno il 20% rispetto ai costi sino ad ora sostenuti da ASPAL S.r.l. per tali servizi.

Se, come dichiarato nel comunicato stampa del Sindaco, Costruire Insieme era legittima fin dall’origine, come mai ora si cambia oggetto aziendale? Perché si realizza un passaggio di rami tra due aziende del comune, di cui, una chiude e l’altra li acquista? Infine, s’impone un risparmio di almeno il 20% del costo storico di tali servizi. Guarda caso, queste sono le “prescrizioni” che il Decreto 95 e la Sentenza impongono!
La Corte Costituzionale ha infatti stabilito che il comma 6 del D.L. 95/2012, quello che ci riguarda (divieto per i comuni di istituire nuove aziende o nuovi enti di qualunque tipo), non debba essere letto da solo (cioè un divieto assoluto), ma insieme al comma 1 dell’art. 9 che dispone la soppressione o l’accorpamento di altre aziende, per risparmiare almeno il 20% di spesa pubblica comunale. Quindi, se un comune istituisce una nuova azienda per fornire servizi già esistenti, sopprimendo la vecchia e riuscendo a risparmiare almeno il 20% rispetto al costo storico di quei servizi, potrà legittimamente istituire una nuova azienda.

La conclusione, per essere chiari, è che “l’importante è risparmiare”. E se per farlo occorre chiudere un’azienda e farne una nuova, si proceda pure.
Questa è, a nostro parere, la corretta lettura delle norme di legge e della Sentenza della Corte costituzionale n. 236 del 17 luglio 2013.

Il M5S ha sentito la necessità, attraverso le umili capacità dei suoi militanti e rappresentanti in consiglio, di spiegare in termini più comprensibili il problema ai cittadini giustamente disorientati e di fornire loro una chiave di lettura delle decisioni che, prima le Commissioni consiliari competenti (martedì 6/08) e poi il Consiglio comunale, dovranno prendere rispetto al nuovo assetto dell’Azienda Speciale Costruire Insieme.

La diatriba “Costruire Insieme legittima-illegittima” invece, preferisce lasciarla ai partiti tradizionali che, anziché preoccuparsi dei reali problemi della città, dei cittadini e dei lavoratori, si attardano a costruire aziende inutili, visto che ne esistevano già, o si divertono a “sgambettare” l’avversario, a prescindere che questo realizzi o meno il meglio per la comunità globalmente intesa.

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