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lunedì, Ottobre 25, 2021

Il Monferrato promuove lo sviluppo della coltivazione del nocciolo

L’Associazione dei Comuni del Monferrato, in collaborazione con la Coldiretti di Alessandria e la cooperativa agricola “CORILU” di Lu, ha promosso un progetto per lo sviluppo della coltivazione del nocciolo in Monferrato riconoscendo tale alternativa come la migliore opportunità percorribile per far fronte alle crescenti difficoltà delle aziende agricole collinari a chiudere i bilanci economici in positivo.
In un momento di crisi economica e occupazionale, tale coltura può contribuire al rilancio dell’attività rurale attraverso tre differenti filoni di sviluppo:
mantenere in vita le piccole comunità locali valorizzandone le produzioni;
creare opportunità di reddito nell’ambito di aree rurali che vanno via via spopolandosi;
tutelare l’ambiente salvaguardando, tramite la coltivazione dei fondi, il territorio dai dissesti idrogeologici ormai all’ordine del giorno.
Attualmente in Monferrato la coltivazione del nocciolo si sta imponendo come realtà capace di garantire opportunità di impiego e reddito nel breve medio e lungo periodo.

I noccioleti si trovano nel paesaggio monferrino in più località: a Lu Monferrato, nel Moncalvese e in Valle Cerrina.
Le principali osservazioni e i punti di forza che hanno spinto l’Associazione dei Comuni del Monferrato a indirizzare le proprie risorse e riversare la propria fiducia nello sviluppo del settore corilicolo, sono di seguito riportate:
Redditività: nelle aree collinari non irrigue del Monferrato, la coltivazione dei cereali non permette ormai i redditi minimi per permettere alle aziende di rimanere unità attive sul mercato. Il guadagno, quando c’è, è rappresentato da una parte del contributo pubblico previsto dalla Politica Agraria Comunitaria.
I conti economici effettuati in questi ultimi anni di osservazioni dimostrano che nella peggiore delle ipotesi produttive, un ettaro di noccioleto, nel corso dei 40 anni di vita presunta, riesce a garantire un guadagno complessivo superiore ai 60.000 €, al netto di tutte le spese e comprensivo delle ore lavorative calcolate per l’operatore a più di 60 €/ora. Nel caso in cui l’agricoltore si servisse, per tutte le operazioni colturali dell’anno di contoterzisti, il suo guadagno rimarrebbe comunque, complessivamente, superiore ai 46.000 € a ettaro.

Lavoro: nell’ambito delle scarse opportunità lavorative e delle remunerazioni spesso insufficienti a condurre una vita decorosa, la conversione alla corilicoltura dei nostri territori, anche per piccole aziende, può rappresentare per i giovani che intendono rimanere sul territorio una reale opportunità. La coltivazione del nocciolo, con la propria redditività, può inoltre rappresentare un’opportunità di lavoro dipendente per coloro che non dispongono al momento di terreni in proprietà.

Valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio: l’ambiente collinare monferrino è da sempre caratterizzato dal succedersi di filari di vigneto che lo hanno reso accogliente e unico. I filari di nocciolo, allevati ad alberello e opportunamente coltivati, si legano alle geometrie disegnate dai vigneti e ne mantengono inalterato il valore paesaggistico.

Tutela dell’assetto idrogeologico: i terreni incolti, la mancanza di manutenzione di fossi e scoline, gli ormai abituali intensi periodi di pioggia e le conseguenti frane e smottamenti dei versanti semi abbandonati, sono tutti figli della mancanza di motivazioni economiche alla permanenza sul territorio della popolazione rurale. Il noccioleto, non solo indirettamente garantendo un reddito e quindi una cura dei fondi, ma anche direttamente con l’inerbimento permanente e l’azione di assestamento svolto dagli apparati radicali, assicura stabilità alle colline e riduzione dei costi di rifacimento e manutenzione della viabilità pubblica.

Qualità del prodotto: la varietà piemontese, la Tonda Gentile Trilobata, risulta universalmente riconosciuta come la migliore nocciola coltivata. Il Ministero dell’Agricoltura e l’Unione Europea riconoscono il Consorzio Nocciola Piemonte I.G.P. che tutela e valorizza la nocciola piemontese dalla sua coltivazione fino ai semilavorati (Nocciola tostata, Granella, Farina e Pasta).

Prospettive di mercato: a livello mondiale, le previsioni del fabbisogno, da parte dell’industria dolciaria di nocciole pregiate, son di un aumento repentino (100%) nei prossimi 10 anni.

Accordi di filiera: il territorio della provincia di Alessandria è ricco di aziende trasformatrici che ricercano un prodotto di qualità e di provenienza locale. La Coldiretti ha sottoscritto, ormai da alcuni anni, un accordo di conferimento di nocciole con la Novi-Elah-Dufour che, dal canto suo, premia ulteriormente, oltre al prezzo di mercato, la qualità intrinseca delle nocciole consegnate.

La nocciola prodotta sulle colline del Monferrato fornisce una qualità paragonabile alle migliori partite di prodotto piemontesi.

Valore dei terreni: l’impianto di un noccioleto favorisce immediatamente l’incremento del valore del terreno interessato che per i nostri territori raddoppia.

Incontri di approfondimento: la divulgazione dei vantaggi, delle opportunità e di un primo approccio pratico alla coltivazione del nocciolo, verrà affrontata in alcuni incontri organizzati a:
Lu Monferrato – 3 aprile 2014 – ore 21,00
Sala Monferrato – 10 aprile 2014 – ore 21,00
Gabiano – 15 aprile 2014 – ore 21,00

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