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giovedì, Ottobre 28, 2021

Farmacia: Sciopero del 1 febbraio differito

Le farmacie hanno deciso di differire lo sciopero indetto per mercoledì 1 febbraio. La decisione tiene conto responsabilmente di alcuni segnali di attenzione nei confronti delle richieste avanzate da Federfarma per rendere sostenibile l’impatto del decreto sulle liberalizzazioni sul servizio farmaceutico. Una scelta che è stata presa nel pomeriggio di ieri a seguito della convocazione di una riunione tra Federfarma e il Ministro della Salute; Renato Balduzzi.

Attendiamo di conoscere quali saranno gli sviluppi dopo l’incontro con il Ministro – spiega il presidente dell’Associazione Titolari di Farmacia di Alessandria; Luca Zerba Pagella -. Auspico che le ragioni per cui abbiamo deciso di aderire a questa giornata di sciopero vengano ascoltate ed accolte dal governo. Personalmente; nutro molti dubbi sul fatto che questa polverizzazione del sistema farmaceutico possa produrre un maggiore servizio al cittadino. Con questo decreto e soprattutto con le cifre in esso contenute; si rischia di far collassare il sistema farmaceutico andando a creare grossi disagi per la collettività.

Il quorum imposto; cioè il rapporto tra numero di abitanti per farmacia nel comune di appartenenza; di 3000 abitanti per farmacia; contenuto nel decreto; porterà ad un rapporto reale su base nazionale tra i più bassi d’Europa. Solo la Grecia starà peggio di noi e non mi sembra che il modello greco brilli in efficienza. Il rischio è che si verifichino numerosi fallimenti di farmacie come è avvenuto in Francia negli anni scorsi. Nel paese d’oltralpe infatti; dove vi era un quorum imposto per comune di 3500 ab. per farmacia; un quorum reale su base nazionale di 2800 ab. per farmacia; e problemi legati alla remunerazione del farmaco le farmacie fallivano. Da Ottobre 2011 il governo Sarkozy ha apportato un riforma del sistema; portando il quorum a 4500 abitanti per farmacia; incentivando fiscalmente la fusione tra farmacie; per potenziare il sistema e favorire il formarsi di farmacie più grandi; adatte a fornire servizi ai cittadini francesi.

Nella nostra provincia; ad esempio; si potrebbe realizzare una situazione paradossale; con un numero spropositato di aperture; dovuto alla particolare conformazione topografica delle nostra provincia ricca di piccoli comuni. Le nuove farmacie potrebbero arrivare a oltre 95 nuove unità; un incremento che va oltre il 50% ; considerate le 178 farmacie esistenti oggi.

Una vera e propria “ balcanizzazione” del sistema di distribuzione del farmaco.

Con la modifica del quorum; infatti; tra il capoluogo e gli altri centri zona le aperture potrebbero essere una dozzina di cui; tre ad Alessandria. Oltre a queste ci saranno altre diciassette aperture legate al concorso regionale dello scorso anno; come previsto dalla vecchia normativa; che apriranno sicuramente; poiché il decreto introduce anche il Fondo di Solidarietà nazionale per l’assistenza farmaceutica nei Comuni con meno di mille abitanti.

Sempre in virtù di questo Fondo; interamente pagato dalle farmacie urbane; in breve tempo si potrebbe assistere alla nascita di altre sessantasei farmacie; poiché questo è il numero dei piccoli centri che rimarrebbero senza farmacie in provincia.

Questo fondo verrà finanziato dalle farmacie urbane attraverso il versamento a favore dell’ENPAF di una quota percentuale del fatturato della farmacia; assicurando; così; il conseguimento di un reddito netto non inferiore al centocinquanta per cento del reddito netto conseguibile; in base al CCNL nazionale; da un farmacista collaboratore di primo livello con due anni di servizio”.

A queste modifiche si aggiunge la possibilità di aprire farmacie in deroga al criterio demografico; in determinate strutture ad alto afflusso di pubblico .

Federfarma non è certo contro le liberalizzazioni utili; con l’introduzione di elementi di flessibilità al sistema a vantaggio dei cittadini – conclude Luca Zerba Pagella -. Mi riferisco ad un aumento ponderato ed equilibrato del numero delle farmacie; agli sconti e ad orari più elastici . Ma tutto ciò deve essere fatto rispettando la sostenibilità del sistema”.

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