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martedì, Ottobre 19, 2021

Sottovoce – Febbraio 2014

I social non social

Cara Milly,
non so cosa ne pensi tu e mi piacerebbe sentire il tuo punto di vista. È possibile, è normale che tutti siano su fb, whatsapp e chat di ogni genere e che nessuno sia interessato poi, a crearsi vere amicizie al di fuori?? Non mi nasconderò dietro a un dito, anche io ho un mio profilo fb, ma questo non mi impedisce di avere una vita, amici, interessi e passatempi reali e veri che non uso solo per condividere. A volte ho come l’impressione, guardando le foto altrui su fb, che venga speso più tempo nel fare foto, con l’intento già di postarle poi sul proprio profilo, e si perde l’attimo vero dell’esperienza che si sta vivendo.
Credo che ci voglia una giusta misura in tutto quello che si fa, il troppo stroppia diceva la mia nonna.
Curiosa, resto in attesa di sapere tu, Cara Milly, cosa ne pensi, colgo l’occasione per complimentarmi con te per la tua rubrica. Sara

Cara Sara,
MILLY-INVERNOgrazie per avermi scritto e per aver chiesto il mio pensiero su questo argomento.
Pare proprio che il mondo giri soltanto attraverso i social, bisogna essere sempre collegati, altrimenti ci perdiamo ogni singolo istante dei nostri “amici” e per riuscire a raccontare quello che ci accade nella giornata finisce che la giornata non la viviamo proprio.
Personalmente non ho un mio profilo fb, non ne sento la necessità e poi sono talmente impegnata che non avrei neanche il tempo di seguire il tutto. Con questo non voglio dire che fb e gli altri social siano da demonizzare, tutt’altro; è un modo per avere contatti, per non sentirsi soli e pensare di avere tanti amici. Ecco vorrei aprire una parentesi sulla parola “amici”, che forse in questo caso viene usata impropriamente, perchè essere amico di qualcuno significa ben altro.
Il rischio che si corre è quello di isolarsi in un mondo che è ben lontano dalla realtà. Tutto è freddo asettico poiché le emozioni e i sentimenti non trapelano, solo fiumi di parole e foto spesso senza significato riempiono la testa che non riesce più a coordinare le idee e la realtà. Il frutto è una massa di gente pigra che non si relaziona e che usa lo schermo di turno per nascondersi e non mettersi mai in gioco.
Penso che i più penalizzati siano i giovani, che non sono a loro agio nel parlare faccia a faccia con qualcuno e hanno difficoltà persino a fare una telefonata. Tutto questo perché il comunicare velocemente tramite una tastiera usando spesso e volentieri delle sigle, non agevola i ragazzi, ma li rende impacciati e inadeguati a reggere uno scambio diretto di opinioni.
Aprendo la strada ai social, abbiamo creato un mondo di persone sole, un mondo di tutto fatto di niente. Basterebbe solo saper dosare, non farsi prendere troppo la testa da questo meccanismo e forse così si riuscirebbe a distinguere il reale dall’irreale.
Forse, cara Sara ho un po’ esagerato, ma credo non ci sia nulla di più bello che avere un amico “vero” poterlo guardare negli occhi, capirne le espressioni, condividere con lui esperienze di vita, provare insomma dei sentimenti.
Questo è il mio pensiero, cara Sara, e ti auguro di rimanere sempre quella che sei, aperta alle innovazioni, ma sempre attenta a vivere concretamente. Un abbraccio. Milly

 

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