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sabato, Ottobre 16, 2021

Signorsì signore!

Sottovoce

Cara Milly… ti porgoun quesito. Siamo tutti uguali davanti alla legge? No, in realtà non lo siamo. Qualche settimana fa ho avuto un incontro-scontro con le forze dell’ordine. Nella fattispecie non era accaduto nulla di particolarmente grave: ero stata multata (giustamente) perché passata con il semaforo appena scattato il rosso, ma quello che mi lascia molto perplessa è la profonda ingiustizia con la quale l’autorità preposta mi ha trattata, in quanto ho visto un collega di chi mi ha fatto la multa, commettere la stessa presunta infrazione senza avere le sirene spiegate (quindi evidentemente senza urgenza da parte sua) e passarsela in cavalleria. “Motivi di servizio”. Mi sono sentita ripetere e in più mi sono anche sentita prendere in giro.
L’Italia è fatta in certi casi da motivi di servizio, ma nessuno sembra mai poter conoscere quali siano effettivamente questi motivi. Invece esistono due Italia UNA IN DIVISA, con il bel vestitino e l’altra senza. È incredibile come mi hanno trattato, hanno anche chiamato rinforzi. Non esiste più la libertà di parola? Ma le persone in divisa non dovrebbero mantenere un contegno maggiore, rispetto ai civili non facenti parte della polizia e dei carabinieri? A te il dilemma.

 

Nei tribunali italiani la scritta è molto chiara: la legge è uguale per tutti. È il caposaldo di ogni democrazia, purtroppo, la nostra nazione negli ultimi tempi ha dimostrato a volte il contrario mentre è sempre più sovente assistere e subire episodi di ingiustizia sociale. Fatta questa premessa, tutti i cittadini devono essere grati alle forze dell’ordine, poveri comuni mortali che lavorano tra mille difficoltà e neanche con stipendi adeguati; non si deve fare di tutta un’erba un fascio, purtroppo dietro una divisa c’è sempre un essere umano, le mele bacate ci sono ovunque e quindi anche in divisa chi abusa del proprio ruolo va redarguito. Continua ad avere fiducia perché conosco centinaia di rappresentanti delle forze dell’ordine che sono persone squisite. Per quanto riguarda il tuo quesito sulla libertà di parola, ti ricordo che c’è un reato che si chiama oltraggio a pubblico ufficiale, quindi è necessario un certo contegno, principio che vale, però, per entrambe le parti. Cara lettrice, l’Italia è una sola, non esiste una in divisa e l’altra in abiti civili, esistono semplicemente persone perbene e persone arroganti al di là di ciò che indossano; è bene non generalizzare per categorie, nazioni, religioni, razze. Hai incontrato una persona arrogante, questo è il punto ma continua ad avere fiducia nei servitori dello Stato.
Con affetto.
Un abbraccio. Milly

 

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