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sabato, Ottobre 23, 2021

Commissione Bilancio: analisi del Documento Unico di Programmazione

Nell’ultima seduta “straordinaria” della Commissione Bilancio, sono stati affrontati contenuti e dubbi attorno al Documento Unico di Programmazione, a stretto legame con il Bilancio previsionale 2016-2018.

In apertura è stata ripresa la segnalazione fatta la scorsa settimana da Emanuele Locci (FDI): è legittimo che la nota di aggiornamento al DUP sia approvata prima del bilancio in sede di Giunta, come avvenuto, quando “la nota costituisce un presupposto per il bilancio”, come accertato dai revisori dei conti e dalle normative? Il commissario di Fratelli d’Italia ha insistito a lungo su questa controversia, al punto da porre all’attenzione una mozione atta a modificare l’ordine del giorno per parlare prima della nota, poi del Bilancio, a differenza di quanto programmato. Il vicepresidente Francesco Di Salvo ha poi messo al voto la proposta, respinta con 4 voti contrari e 2 favorevoli.

Il revisore dei conti Gian Carlo Aiassa ha chiarito alcuni aspetti della vicenda. La nuova forma assunta dal DUP e il poco tempo a disposizione per redigere i documenti e mandarli in approvazione ha portato a questa particolare situazione, che non cambia di fatto “la contestualizzazione tra il documento e il Bilancio”, a prescindere dalle date di approvazione di un documento rispetto all’altro. Sull’affermazione di Aiassa sul fatto di aver utilizzato uno schema adottato a livello nazionale s’è aperta una piccola polemica con il commissario Locci (che ha parlato di “copia”), con il revisore a rivendicare la quantità di lavoro impiegata nella redazione del documento.

Domenico Di Filippo (M5S) è entrato nel merito del DUP, sottolineando come esso sia suddiviso in due parti fondamentali: una strategica, con riferimento al mandato della giunta, e una operativa, a seguire l’iter per il bilancio triennale. Il consigliere cinque stelle ha visto “impossibile” compiere un ragionamento approfondito in presenza di una “confusione” tra queste due porzioni, una legata a un’amministrazione in via d’uscita, l’altra finalizzata a programmare il futuro della città nel prossimo triennio. A giustificare in un certo senso tale stato di cose il Ragioniere Capo, Antonello Zaccone. Il DUP, come detto, ha assunto una nuova conformazione rispetto al passato, complessa non solo per gli amministratori ma anche per gli uffici tecnici. La suddivisione tra parte strategica e operativa, ha affermato Zaccone, mal si adatta a una consigliatura in via d’uscita, e la situazione non potrà che “peggiorare” con l’esame di documenti ulteriormente dilazionati nel tempo (entro il 31 luglio, per esempio, si dovrà avere a che fare con il DUP 2017-2019, comprendente quindi una annualità al momento fuori bilancio). “La sezione strategica si trova così ridotta al lumicino”, ha detto il Ragionere Capo. Il motivo per cui s’è deciso di votare la nota al DUP prima del Bilancio in sede di Giunta, come denunciato da Locci, è che “si è andato ad aggiornare la sezione operativa” alla luce dei contenuti del Bilancio previsionale.

Piercarlo Fabbio (FI) s’è detto “deluso” da quanto emerso nel DUP, “un’opportunità enorme” non sfruttata dall’amministrazione per fornire un quadro chiaro sul futuro della città. Molte le idee riprese dal passato per l’ex sindaco, la cui realizzazione a volte dipende dalla volontà di enti extra-comunali, come nel caso del nuovo ospedale. “I 3 milioni di investimenti in conto capitale sono ben poca cosa per i grandi contenitori”, ha detto Fabbio. Per quelli potrebbe essere benefico affidarsi al “project financing”. La poca ambizione denunciata da Fabbio viene respinta al mittente da Daniele Coloris (PD), che difende la scelta dell’amministrazione di aver voluto “fare un passo lungo come la gamba”, cioè con le risorse effettivamente a disposizione.

Alla fine, la delibera riguardante il Documento Unico di Programmazione è passato con 4 voti favorevoli e 2 contrari.

Passando ad analizzare il Bilancio di previsione, Di Filippo s’è concentrato sui mutui accesi nel 2016: più di 400.000 euro per gli edifici scolastici, 250mila per gli arredi, 707mila per un immobile a uso ufficio e 450mila per le autovetture. “Ci sono mutui anche per l’importo di 150mila euro, il Comune non riesce a finanziarsi neanche per queste cifre”, ha detto il consigliere cinque stelle. Mutui con tassi di interesse raddoppiati al 2.4-2.6%, che richiederebbero “una rinegoziazione con le banche”. Per l’assessore al Bilancio Abonante il quadro economico è sì complesso ma stabile e le spese citate costituiscono “investimenti” importanti per la città, come la manutenzione di Palazzo Rosso, il rinnovo degli automezzi della polizia municipale e l’adeguamento degli uffici comunali, con la rimozione dell’amianto. Di Filippo non li ritiene tali, trattandosi semmai di interventi di “manutenzione”; per il cinque stelle “non c’è nulla per andare incontro alla forze produttive della città”, categorie in sofferenza.

Anche in questo caso, la delibera di riferimento è stata approvata con 4 voti a favore e 2 contrari.

Stefano Summa

@Stefano_Summa

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