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mercoledì, Ottobre 27, 2021

A Casale non si pagherà l’Imu

Con l’approvazione da parte del Governo del decreto sull’Imu la scelta dell’Amministrazione comunale di non aumentare l’aliquota sull’abitazione principale ha dato i suoi frutti: «Casale Monferrato – ha spiegato il sindaco Giorgio Demezzi – è l’unico Comune capi zona della provincia a non dover far pagare la seconda rata sulla prima casa. Alcuni Comuni stanno cercando di correre ai ripari riabbassandole, ma la nostra lungimiranza ci ha permesso di non dover chiedere alcunché ai cittadini che, molte volte con grandi sacrifici, hanno comprato una casa di proprietà».

 

Per i Comuni che non hanno ritoccato l’aliquota negli ultimi due anni – mantenendola al minimo – lo Stato, infatti, rimborserà interamente il minor gettito: questo significa che il Comune di Casale Monferrato, la cui aliquota è rimasta invariata allo 0,4 per cento nell’ultimo biennio, non dovrà chiedere il pagamento dell’Imu sulle abitazioni principali ai propri cittadini.

 

Per gli altri immobili (seconde case, uffici, negozi, capannoni, aree fabbricabili, ecc.) invece è confermata la data del 16 dicembre per il versamento del saldo. In base all’aliquota deliberata durante l’ultimo Consiglio comunale, che per il 2013 è pari all’1,02 per cento, il contribuente dovrà calcolare per l’intero anno l’importo da pagare, da questo sottrarre quanto già versato nella prima rata di giugno e liquidare, utilizzando un modulo F24, la differenza.

 

Come aveva ricordato il sindaco Demezzi durante l’ultimo Consiglio comunale: «In presenza di una situazione nazionale drammatica, con tagli sconsiderati sugli enti locali, che penalizzano sempre proprio quelli più virtuosi, si è arrivati a ad avere circa un milione 600 mila euro in meno nella voce Fondo di Solidarietà Comunale (gli ex trasferimenti statali) che, sommati all’aumento dell’Iva e gli oltre 90 mila euro in meno dalla Provincia per l’assistenza scolastica, hanno portato l’Amministrazione comunale a un bivio: tagliare i servizi o ritoccare la leva fiscale. Valutate tali alternative si è preferito mantenere i servizi abitualmente offerti alla cittadinanza, ritoccando l’aliquota ordinaria (seconde case e immobili) dell’Imu dallo 0,86 per cento all’1,02 per cento, che con ogni probabilità rimarrà comunque sotto la media nazionale del 2013».

 

«A fronte di tale sacrificio richiesto ai proprietari di immobili – ha ancora spiegato Giorgio Demezzi – si è riusciti a mantenere inalterata la qualità e la quantità dei servizi offerti, con il consueto riguardo nei confronti delle fasce più deboli: circa un milione di euro per i servizi socio-assistenziali, oltre 140 mila euro di fondo per il sostegno alle famiglie, più di 100 mila euro per le agevolazioni Tares, un milione 300 mila euro per il funzionamento globale degli asili nidi comunali, 200 mila euro per gli anziani e altrettanti per la casa».

 

A questo si aggiunge anche la scelta di non aver alzato l’addizionale Irpef, mantenendo la totale esenzione per i redditi inferiori ai 10 mila euro: «Le fasce più deboli hanno sempre avuto un occhio di riguardo – ha spiegato il sindaco Demezzi – e continueranno ad averlo, perché siamo consci delle difficoltà che questo particolare momento sta portando. Ed è proprio in questa ottica che in questi anni abbiamo voluto dare l’esempio, riuscendo a diminuire le spese della macchina comunale. Per fare solo qualche esempio: la disponibilità per le consulenze è di appena 1.800 euro, il risparmio sulle spese del personale a partire dal 2009 è stato di oltre 400 mila euro, per le indennità degli amministratori di oltre 40 mila, per le missioni e la rappresentanza di 12 mila e per le spese postali di 13 mila euro. Questi dati concreti e reali».

 

«Chi parla di contenimento della spesa o di riduzione della pressione fiscale, quindi, non sa di cosa parla – ha proseguito il sindaco Giorgio Demezzi –, perché in un periodo in cui gli enti locali hanno sempre meno trasferimenti e sono continuamente sotto l’occhio vigile della Corte dei Conti e dello Stato affinché non sia sforato il Patto di Stabilità o si attuino tutti i tagli richiesti, i margini di manovra sono molto limitati. Certo avremmo potuto tranquillamente cercare qualche artificio che ci avrebbe permesso, senza sforare i rigidi parametri imposti, di approvare un Bilancio cosiddetto elettorale, ma noi abbiamo voluto farne uno serio e che non compromettesse la prossima Amministrazione comunale».

 

Come più volte ribadito, il Bilancio comunale di Casale Monferrato è riuscito negli anni a mantenere una solidità che, come ha spiegato ancora il primo cittadino: «Si regge su entrate certe (non una tantum) e che quindi lo rende sicuro anche per il futuro, mantenendo, e in alcuni casi migliorando, gli impegni per il welfare. Inoltre, si è adottata una politica di investimenti con le risorse possibili e che, nonostante la presenza di un patto di stabilità penalizzante, riesce a pagare nel rispetto delle scadenze qualcosa come 22 milioni di euro, con risvolti positivi per le imprese in generale e sicuramente per l’economia locale».

 

Si ricorda, infine, che per tutti gli aggiornamenti sul pagamento dell’Imu è possibile consultare la pagina dedicata sul sito del Comune: www.comune.casale-monferrato.al.it, dove è possibile trovare anche il programma per il calcolo on line.

 

 

 

Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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