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Alessandria
giovedì, Ottobre 28, 2021

Regolamento per la fauna selvatica

Con l’arrivo dei mesi più freddi, in Provincia di Alessandria inizia quasi annualmente la discussione sugli animali – spesso selvatici – che vanno abbattuti. Cinghiali e caprioli finiscono sempre più spesso nel mirino e sono le istituzioni stesse a dare il via libera all’abbattimento di un certo numero di bestie per mantenere un ipotetico numero di esemplari per ogni specie. Quest’anno, con la cosiddetta nuova Provincia di Alessandria, potrebbero esserci piccoli cambiamenti rispetto al passato – soprattutto a livello di tempi delle varie comunicazioni – ma non sono previsti aumenti per quanto riguarda il numero di abbattimenti. Secondo i dati forniti dalla Provincia di Alessandria, nel 2012 sono state ben 437 le domande presentate dagli agricoltori per danni subiti causati dai cinghiali. L’importo complessivo richiesto è di circa 320 mila euro. Nello stesso anno sono arrivati intorno a cento (98 per la precisione), gli incidenti stradali causati dai cinghiali. Un numero decisamente in ascesa rispetto solo al 2010. Come già accaduto negli anni passati, sarà compito della Provincia diretta ora da Maria Rita Rossa il compito di realizzare il piano d’azione. Gli ambiti territoriali di caccia (ATC) più colpiti restano quelli dell’Acquese, del Tortonese e dell’Ovadese. Dagli ultimi due territori, dove gli agricoltori sono presenti in gran numero, le proteste sono state maggiori. Lo scontro è nato soprattutto a causa dell’affissione di manifesti – pro e contro l’abbattimento delle due specie – che ha inasprito gli animi. Intanto, però, la Ragioneria della Provincia ha reso noti i dati anche per i caprioli e, sempre per quanto riguarda il 2012, si è arrivati a richieste danni da parte degli agricoltori pari a 190 mila euro.
Insomma, per certi versi si tratta di un impegno di spesa particolarmente oneroso per una Provincia come quella di Alessandria, che ha comunque gran parte del territorio occupata da boschi, zone di campagna e campi agricoli. Solo pochi mesi fa l’assessore provinciale alla caccia e pesca, Lino Rava, aveva rassicurato tutti dicendo che non ci sarebbero stati aumenti sui capi da abbattere per il 2014. Nel frattempo, è, comunque, già iniziata la guerra delle affissioni.

Luca Piana

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