La stazione meta dei vandali

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Le preoccupazioni del presidente di quartiere Carmine Paschino e la testimonianza dei viaggiatori esasperati

Sempre più numerosi gli episodi di distruzione e danneggiamento dei luoghi pubblici e dei servizi

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I l termine vandalismo fu utilizzato per la prima volta dall’abate Henry Gregoire: nel 1794, durante la Rivoluzione francese, fu adottato in senso dispregiativo nei confronti dell’operato dell’esercito repubblicano a danno di chiese, monumenti e opere d’arte, paragonandolo alle azioni dei popoli vandali durante le invasioni del V secolo. Purtroppo, dopo più di due secoli, il termine è ancora tristemente famoso, ed è sempre più spesso sulla bocca dei novesi. Oggi chi si merita questo appellativo è un gruppo di “ancora sconosciuti” che ha scelto come luogo per mettere in azione i propri atti vandalici la stazione di Novi Ligure. I viaggiatori che tutte le mattine prendono i vari treni per recarsi nei loro posti di lavoro hanno visto la porta della stazione fuori dai suoi cardini e le bacheche con gli orari dei treni più volte distrutte. In una stazione già decadente di per se con servizi igienici quasi impraticabili e una sala di attesa sui binari spesso utilizzata come grosso bidone della spazzatura, questa invasione barbarica non ci voleva proprio. I viaggiatori non contenti della situazione fanno presto a sommare la delusione per il servizio e le condizioni della stazione a quello dei prezzi dei biglietti e del ritardo treni. Un gruppo di ragazze si sfoga in questo modo: “Noi studiamo e tutte le mattine dobbiamo prendere il treno per Genova. Oltre a pagare una cifra non irrisoria di abbonamento ferroviario vediamo spesso i nostri treni in ritardo. Inoltre quando dobbiamo fermarci fino a tardi a qualche laboratorio e torniamo sui treni che arrivano dopo le otto di sera cerchiamo sempre di viaggiare in gruppo per paura di incontri spiacevoli”.
treno_vandalizzato_(mv)Stessa sorte è toccata al quartiere G3, anche se probabilmente le persone coinvolte non sono le stesse.
Gli atti vandalici preoccupano non poco la popolazione. Non molto tempo fa infatti erano emerse le inquietudini del presidente di quartiere Carmine Paschino. Quest’ultimo non era tanto preoccupato per chi imbratta i muri e per i maleducati ma per le situazioni di illegalità. Una delle studentesse con cui ho parlato in stazione abita proprio a G3: “Anche dove abito io non è bello girare la sera, se hai un cane e vuoi fargli fare una passeggiata dopo cena è consigliabile, a meno di avere un cane di taglia grossa, andare accompagnati da qualcuno. Per le vie si vedono sempre più brutte facce.”

Alice Porotto

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