Approvato emendamento a favore dei comuni dissestati proposto dall’alessandrino Balduzzi

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Su proposta dell’on. Renato Balduzzi, è stato approvato un emendamento al decreto Fare (d.l. 69/2013; licenziato dalla Camera in queste ore), che inserisce un nuovo articolo 12-ter rubricato “Sostegno alle imprese creditrici dei comuni dissestati”. Tale articolo introduce un comma 17-sexies nell’art. 1 del d.l. 35/2013, il c.d. “decreto pagadebiti”, il quale riserva ai comuni che hanno dichiarato dissesto nei ventiquattro mesi precedenti l’entrata in vigore del “decreto pagadebiti” (tra aprile 2011 e aprile 2013) una quota delle risorse già stanziate per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni. Tale quota è pari ad un importo annuale massimo di 150 milioni di euro ed è ricavata
dall’accantonamento già previsto per gli enti locali negli anni 2013-2014.

La norma persegue il duplice obiettivo di sostenere la situazione delle imprese creditrici dei comuni in dissesto (comparativamente più grave di quella riguardante le imprese concorrenti che vantano crediti nei confronti di altre amministrazioni) e di accelerare l’opera di risanamento dei comuni medesimi, contribuendo al rilancio dell’intero sistema locale.
“L’innovazione e il vantaggio più significativi per i comuni dissestati che beneficeranno della norma – dichiara l’on. Balduzzi – è che tale quota riservata consente loro l’accesso a risorse aggiuntive rispetto a quelle a disposizione nell’ambito della procedura di dissesto. Va precisato che si tratta di risorse anticipate dalla Cassa Depositi e Prestiti,
con un mutuo garantito e piano di ammortamento trentennale”.

Il Comune di Alessandria, avendo dichiarato dissesto nel periodo previsto dalla nuova norma, grazie all’adesione alla procedura semplificata di liquidazione gestita dall’OSL, potrà beneficiare di queste risorse, riducendo significativamente il proprio debito nei confronti delle imprese creditrici. “Questa nuova liquidità – prosegue l’onorevole – può contribuire ad accelerare il risanamento dell’ente, il quale potrà subito pagare i creditori spalmando sui trent’anni del piano di ammortamento la restituzione dell’anticipazione”. Quanto andrà ai singoli comuni beneficiari, ovvero il riparto di questo fondo riservato, verrà deciso secondo criteri e modalità stabiliti con un decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con quello dell’Economia e Finanze.
L’OSL dovrà pagare i debiti entro centoventi giorni dalla effettiva disponibilità delle risorse assegnate e anticipate.

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