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mercoledì, Ottobre 27, 2021

I saldi non bastano per contrastare la crisi e la grande distribuzione

Risultati zoppicanti per le promozioni nel centro città. I commercianti vogliono una politica seria e una diversa calendarizzazione.

A Spinetta Marengo ci sarà un nuovo Centro Commerciale nonostante la richiesta di verifica della compatibilità ambientale deliberata dalla Regione Piemonte

ShoppingmaniaLo scorso 4 gennaio sono cominciati i saldi anche presso i negozi del nostro centro cittadino, per ora le vendite si attestano al di sotto delle aspettative dei commercianti ma è presto per fare un bilancio dato che il periodo di vendita promozionale durerà fino al 1° marzo.
Le previsioni della Confesercenti a riguardo parlano di una particolare convenienza nell’abbigliamento, settore da sempre caro agli italiani: se la qualità paga si è disposti ad una relativa spesa, magari molto minore del prezzo originario.
Un altro settore preso in ampia considerazione è quello dei casalinghi: durante questo periodo di recessione infatti, molte famiglie decidono di orientare l’acquisto su prodotti di uso quotidiano, giustificando la spesa con la reale utilità.
La galassia dei commercianti del centro spera di risollevare con i saldi una stagione natalizia che non è mai decollata, complice anche la troppa differenza di prezzo con i gruppi della grande distribuzione che riesce a garantire tutto l’anno prezzi di molto inferiori.
Un altro concorrente della piccola distribuzione è rappresentato dai tanti negozi online presenti sul web: anch’essi fanno saldi e promozioni ma la legge non ne regolamenta il periodo, inoltre dietro una svendita troppo vantaggiosa può esserci lo spettro del “fondo di magazzino”; consigliabile quindi fare acquisti nei negozi di fiducia.
Parallelamente a queste difficoltà i negozianti del centro hanno a che dire anche per quanto riguarda le date dei saldi, a tal proposito si è espresso Sergio Guglielmero, Presidente Provinciale di Confesercenti: “La nostra associazione vorrebbe intavolare una discussione con le personalità politiche per valutare una posticipazione del periodo promozionale: iniziare i saldi invernali a fine gennaio e quelli estivi a fine agosto garantirebbe la correttezza dei tempi del mercato”.
Difficoltà nel trovare una quadra insomma, ma anche poca inventiva da pare dei commercianti, che solitamente non osano oltre il classico cartello colorato con la scritta “saldi”; poche le promozioni intelligenti e poca la voglia di stupire e attirare verso le vetrine.
Lontane le corse all’acquisto degli anni novanta: secondo le cifre della Codacons solo il 35% circa delle famiglie potrà permettersi lo shopping durante i saldi: con una media stimata di 200 euro a famiglia, pari ad una spesa complessiva di 1,73 miliardi di euro, i dati registrano una diminuzione del 10% sui numeri dello scorso anno.
La motivazione andrebbe a ricadere non tanto sui prezzi elevati delle merci, quanto più sull’annunciata tassa sulla casa prevista in arrivo quest’anno: la tassazione quindi, vero bastone nella ruota dell’economia.

Nicholas Capra

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OUTLETCresce ancora il fatturato del McArthurGlen Designer Outlet di Serravalle Scrivia che, in linea con gli altri quattro centri dislocati per lo Stivale (che si trovano a Castel Romano-Roma, Barberino-Firenze, La Reggia di Marcianise-Caserta e Noventa di Piave-Venezia) si conferma al vertice del mercato, grazie all’aumento dei visitatori extra-europei.
Il 2013 si è chiuso con ricavi pari a 917 milioni di euro (con relativo aumento del 14,6% rispetto al 2012) per il gruppo diretto da Roberto Meneghesso, che ha fatto gli onori di casa alla conferenza stampa organizzata presso il “Magna Pars Suite” di Milano a fine dicembre. “In quattro anni abbiamo quasi raddoppiato il fatturato in Italia. L’obiettivo per il 2014 è di superare il miliardo di euro” ha spiegato Meneghesso.
La sfida è lanciata, e sembra possibile grazie all’arrivo di capitali extra-europei portati dai visitatori stranieri che negli ultimi dodici mesi sono aumentati vertiginosamente. Il 5% tra tutti i turisti che hanno visitato gli outlet proviene infatti dai paesi dell’Est (Russia su tutti), mentre il 23% è rappresentato da visitatori che provengono da paesi molto lontani quali Cina, Giappone, Corea del Sud, Singapore: la loro presenza si è vista soprattutto nei centri outlet di lusso.
In particolare il centro di Serravalle ha visto un aumento di questo genere di visitatori del 40% e 60%, con una spesa media pro capite di circa 400 euro.
In particolare, nel 2013, si è registrato un forte aumento del fatturato che si riferisce ai turisti extra Europa, che hanno generato transazioni tax-free, pari a 173 milioni di euro (con + 45,3%) e raggiungendo il 18,8% del totale visitatori, contro il 15% dello scorso anno. “Per compensare i problemi della crisi e la contrazione dei consumi in atto – ha aggiunto Meneghesso – abbiamo deciso di incrementare il turismo, grazie ad una rete all’estero di promotori con tour operator ed alberghi, ma soprattutto è cresciuta la qualità del servizio, grazie alla formazione costante del personale dei punti di vendita. E nel corso dell’anno passato, il gruppo McArthurGlen ha investito 80 milioni per ampliare due outlet (Castel Romano e Barberino), oltre ai 20 milioni di spese stanziati per il marketing (per comunicazioni ed eventi), una cifra che è stata messa in conto anche per il budget del 2014. Vorrei infine ricordare che il nostro gruppo continua a creare posti di lavoro. – ha aggiunto Meneghesso – Nei cinque centri commerciali lavorano più di 5.000 persone, tra occupati diretti e dell’indotto (addetti alla manutenzione, alle pulizie ed alla vigilanza)”.
Un buon biglietto da visita per il gruppo e per l’Outlet Serravalle, che nei prossimi mesi avrà una concorrenza importante con l’apertura (al momento bloccata da un ricorso al Tar della Liguria) di un nuovo outlet nei pressi di Brugnato (La Spezia), che avrà dimensioni decisamente più contenute rispetto allo shopping center piemontese.

Luca Piana

[divide]

carrello-spesa“Potevano andare meglio come potevano andare molto peggio, quest’anno i saldi procedono come l’anno scorso, con un andamento decoroso ma sicuramente non entusiasmante”: è questo il primo bilancio tracciato da Simone Lumina, commerciante titolare di un’attività situata nel centro storico di Alessandria, che da anni si occupa in prima persona delle problematiche riguardanti la sua categoria, ed in particolare di quelle che derivano dalla presenza della grande distribuzione. “Al di là di quanto siamo soddisfatti noi commericanti”, ci ha detto Lumina, “nelle vie del centro gira sempre meno gente, in quanto gli utenti si rivolgono sempre più spesso ai centri periferici, che ad Alessandria abbondano come in nessun’altra realtà italiana. Le vetrine chiuse e un arredo urbano sempre più fatiscente, rendono il centro storico sempre meno attrattivo”.
In questo scenario preoccupante per il commercio al dettaglio alessandrino, arriva quindi una critica alle istituzioni cittadine, colpevoli, secondo il negoziante, di non aver mai preso una posizione netta al riguardo. “I giornali servono sempre dopo anni, mai quando escono”, ci dice ironicamente Lumina mostrando una vecchia pagina di un giornale di settore, riportante un’intervista al sindaco Rita Rossa, che dichiarava: “Servono fermezza e coraggio per dire “no” all’insediamento di nuovi centri commerciali, facendo anche un’importante riflessione su quelli già presenti sul territorio. Inoltre è necessario lavorare sul versante normativo e legislativo”.
Alla luce degli ultimi avvenimenti, però, il sentore dei negozianti è che a Palazzo Rosso non ci sia un reale interesse per la tutela della categoria, anzi, c’è chi, come il vice sindaco Cattaneo, finito recentemente nell’occhio del ciclone di una bufera mediatica, sembra interessato a incrementare la presenza dei grossi insediamenti commerciali utilizzando lo spazio occupato dell’ex zuccherificio di Spinetta Marengo, argomento divenuto “main stream” per chi segue la cronaca politica locale.
Neppure la Giunta Regionale si è mai espressa chiaramente in merito al progetto che interessa l’area dell’ex zuccherificio.
Nel giudizio di compatibilità ambientale relativo al “parco commerciale” in questione, deliberato dalla Regione Piemonte, si leggono infatti pareri del tutto discordanti tra di loro.
Nonostante in prima pagina si legga che è opportuno approfondire la “verifica delle condizioni di rischio idraulico rispetto all’area di intervento, che risulta soggetta ad inondazioni per piena catastrofica in quanto all’interno della Fascia C del fiume Bormida, e la presenza di significative concentrazioni di contaminanti nelle acque sotterranee al di sotto dell’area in esame”, che determina “un possibile pericolo di volatilizzazione di vapori di sostanze contaminanti”, a poche pagine di distanza si conclude che “sebbene l’incremento della densità antropica non sia in generale una buona politica di gestione del territorio, in prossimità degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, nel caso in questione si ritiene sussistano elementi per sostenere che (…) il livello di rischio associato all’insediamento commerciale possa essere considerato accettabile”.
Tradotto in poche parole: se il nuovo “parco commericale” si deve fare, si fa, in barba ai rischi ambientali che si potrebbero facilmente incontrare e al parere negativo dei commericanti alessandrini.

Marcello Rossi

 

 

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Antonella
Antonella
7 anni fa

Ponete il vostro interesse su qualcosa che risolleva dalla crisi e la GDO non può usare, cari commercianti alessandrini…. come lo ŠCEC. Reinventatevi e guardate oltre!

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