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martedì, Ottobre 26, 2021

Massimo Bagliani a teatro

L’attore alessandrino torna sulle tavole del palcoscenico nostrano con “Io fo’ buchi nella sabbia” di Enrico Vaime

“Cinque spettacoli teatrali per ripartire: abbiamo ereditato una situazione tragica, senza più abbonati”

Io-fo'-buchi-nella-sabbia-(Locandina)Nato ad Alessandria nel 1957, Massimo Bagliani si diploma alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e alla Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman. Dopo il debutto nella ‘Tempesta’ di Shakespeare con regia di Giorgio Strehler, recita nelle Compagnie di Gassman, Pagliai, Bramieri, Garinei e Giovannini, Proietti e molti altri. Inizia una lunga collaborazione con Enrico Vaime per la scrittura e rappresentazione delle commedie con canzoni ‘Devo fare un musical’, ‘Patatine’, ‘Dieci Ragazze per me’, ‘Dove andremo a finire’ e ‘Io fo’ buchi nella sabbia’, che verrà rappresentato all’Alessandrino giovedì 3 aprile. A curare la Direzione Artistica del teatro è lo stesso Bagliani:

Il mio amico Paolo Pasquale, proprietario del Cinema Alessandrino, aveva appena ristrutturato la platea, rendendolo anche un teatro a tutti gli effetti. Ci siamo detti: ‘Proviamo ad allestire un stagione vera e propria!’. Avevo già curato la Direzione Artistica anche in altri teatri e, quindi, ho messo a disposizione la mia esperienza e la conoscenza di certe dinamiche che contraddistinguono le compagnie. Certo, non è stato semplice: abbiamo ereditato una situazione tragica, non c’erano più abbonati e abbiamo dovuto ricostruire un po’ tutto, passo dopo passo. Alla fine, pur tra mille difficoltà e con costi molto elevati, siamo riusciti ad allestire un cartellone con cinque spettacoli…

Mi sembra che il panorama sia particolarmente eterogeneo, con nomi del calibro di Luca Barbareschi, Cochi e Renato…
…e infatti uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati, per accontentare un po’ tutti i gusti, era proprio quello di fare cinque spettacoli uno diverso dall’altro, che avessero già fatto il loro debutto l’anno scorso, in modo da essere ‘collaudati’. I primi due (‘A qualcuno piace caldo’ con Justine Mattera e ‘Il discorso del re’ con Luca Barbareschi e Filippo Dini) sono andati benissimo e sono piaciuti molto al pubblico. Dopo ‘Oblivion Show 2.0: il sussidiario’ con la regia di Gioele Dix, il 19 marzo ci saranno Cochi e Renato con ‘Quelli del Cabaret’, quindi la chiusura della stagione con ‘Io fo’ buchi nella sabbia’, il 3 aprile. Da segnalare, come regalo per gli abbonati, anche lo spettacolo fuori cartellone ‘Mentre si danza’, nato da un’idea di Silvia Ferraris, dall’omonima scuola di ballo di Alessandria, in scena il 6 marzo.

Parliamo ora di “Io fo’ buchi nella sabbia”, nato dalla tua ennesima collaborazione con Enrico Vaime…
Beh, è da tanti anni che stiamo scrivendo questo tipo di spettacoli con canzoni e satira di costume e politica, com’è del resto nello stile di Vaime. In scena, io e mia moglie Isabella Robotti utilizziamo la poesia di Dante, Petrarca, Ungaretti, Palazzeschi, Neruda, Prevert, Fosco Maraini ed altri ancora per ridere ma anche riflettere. C’è anche una serie di considerazioni sul mondo della comunicazione: il contrasto delle innovazioni della società moderna con la nostalgiche note dei tempi trascorsi, ecc. Diciamo che ho realizzato un po’ un mio sogno, dato che in questo spettacolo vengono declamate molte poesie che ci aveva insegnato Gassman alla Bottega Teatrale. Dopo una serie di date, tra cui Moncalvo, Tortona ed Alassio, finiremo le rappresentazioni proprio ad Alessandria e questo mi fa particolarmente piacere.

Oltre al teatro, hai interpretato molti ruoli nelle fiction ‘Un medico in famiglia’, ‘Distretto di polizia’, ‘RIS’ e ‘Crimini bianchi’. In particolare, a me aveva colpito il film ‘La febbre’ di Alessandro D’Alatri, con Fabio Volo e Cochi Ponzoni nella parte del padre: una storia molto attuale sul precariato dei giovani e sulla loro difficoltà di realizzazione…
È vero: sono passati quasi dieci anni ma purtroppo la situazione non è migliorata, anzi. Noi, nel nostro piccolo, ce la stiamo mettendo tutta per restituire alla città di Alessandria un progetto teatrale che possa essere da stimolo per tante altre analoghe iniziative: la speranza è che la stagione continui ad andare bene, in modo da poter pianificare il futuro con più fiducia e serenità.

Gianmaria Zanier

 

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