Olimpiadi 2012: Londra fa i conti con la crisi

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Trecentosessantcinque giorni ai Giochi; i trentesimi della serie estiva. Londra; per la terza volta in poco più di un secolo; ospita l’evento diventando la città più olimpica del Mondo. Nel 1908 prese il posto di Roma costretta a rinunciare per questioni economiche; poi ancora nel 1948; nel primo evento post Seconda Guerra Mondiale con il mondo in ginocchio e adesso; con un’edizione strappata a Parigi con un verdetto non atteso. Ma quello che Londra non sapeva nel 2001 quando vinse la sfida agli occhi del Cio è che si sarebbe dovuta confrontare con una grave crisi mondiale che ha ridotto il budget; recentemente coperto per intero.BRITISH PRIDE— Londra per il 2012 vara così la prima vera Olimpiade verde; con impianti che riciclano acqua e risparmiano energia. Sebastian Coe; ex re del mezzofondo britannico e uomo simbolo di questa edizione; l’altro giorno ha annunciato le cifre del loro lavoro. L’88% degli impianti già consegnati e copertura finanziaria raggiunta: grazie a 41 sponsor locali e 11 internazionali. Come nei periodi più duri gli inglesi fanno leva sull’orgoglio britannico; vogliono dare al pianeta l’immagine di un paese efficiente; accogliente; multiculturale e ancora degno di essere al centro del mondo. Il gigantismo olimpico è finito e forse archiviato per sempre: meno spese; meno lussi; anche meno sport (sono usciti baseball e softball). Stravolto anche il sistema di trasporti: vietate le auto private ci si muoverà solo con il treno (o in bici); anche per battere il traffico della capitale; annunciato intenso anche nel periodo estivo.RISCHIO ATTENTATI— Come altre volte in passato l’indice di gradimento dei cittadini londinesi verso l’Olimpiade non è il massimo (anche per via dei tanti anni di lavori che hanno penalizzato la città); ma nei 12 mesi che rimangono gli organizzatori sono convinti di riuscire a vendere tutti gli 8 milioni di biglietti per assistere alle gare; cosa che non si era verificata nelle ultime edizioni. Diverso sarà anche il rapporto con la sicurezza: messi in campo 12mila poliziotti e 4.3 milioni di telecamere; per “spiare” i Giochi; sottoposti dopo l’ultima strage in Norvegia; alla paura crescente degli attentati. Insomma sarà la prima vera Olimpiade del terzo millennio.

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