Magalini è il nuovo d.s. dell’Alessandria

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Il nome era nell’aria da una quindicina di  giorni, ora è ufficiale. L’annuncio lo ha dato il presidente Luca di Masi ieri pomeriggio, al termine di ‘Grigi in strada’, bella, coinvolgente ed originale manifestazione, con presentazione di tutte le squadre, voluta dal commerciante di via Dante Aureliano Camurati, emozionato tifoso con 5 maglie addosso, mostrate al pubblico con un improvvisato streap-tease.
LDM ha quasi (sapientemente) snobbato la  notizia, mettendo in risalto la squadra, il settore giovanile, lo staff e il prossimo accordo col Comune per la gestione dello  stadio Moccagatta, e definendo l’annuncio “di secondo piano”. Ma è ovvio che fosse la notizia più attesa, e il patron grigio è stato bravo a tenere tutti sulla graticola per giorni, così come è stato bravo chi ha ipotizzato il nome di Magalini con largo anticipo, quando nessuno sapeva chi fosse. E allora vediamo chi è questo signore che gestirà sportivamente l’Alessandria, ufficialmente dal 1° luglio (scade il 30 giugno il suo contratto col Grosseto). Ma si sa che nel calcio, al di là dell’ufficialità, si lavora sempre con mesi di anticipo: non si dice ma si  fa. Quindi è ipotizzabile che Magalini stia già lavorando ‘sotto traccia’ per l’Alessandria, studiandone l’organico, il tecnico, l’organizzazione e preparando le mosse da chiudere poi, a mercato aperto, secondo le indicazioni ricevute da LDM, cioè obiettivo da raggiungere e budget da spendere.
Giuseppe Magalini, 51 anni, inizia la sua carriera di direttore sportivo alle giovanili del  ChievoVerona, dove resta fino al 2003-2004, poi approda al Mantova che, con Di Carlo in panchina, si beve di fila la C2, la C1 e quasi la B: ai playoff supera il Modena ma, sulla porta della serie A, perde la finale contro il Torino ai supplementari. La sua avventura con i virgiliani finisce a giugno 2010, quando la squadra del presidente Lori retrocede in C1. Nell’estate va al Portogruaro, neo-promosso in B, e porta con sè il tecnico Corini, alla prima esperienza in panchina. Il giorno della partenza per il ritiro, però, Corini si dimette e lascia il club, e con lui se ne va Magalini: il motivo sono le divergenze sul possibile assetto futuro della squadra. Passa qualche tempo e Magalini diventa, il 26 ottobre 2010, d.s. della Cremonese, incarico che lascerà il 6 aprile 2011. Poi la sua attività si ferma, coinvolto com’è, anche se marginalmente, in Scommessopoli, filone Cremona-bis. Secondo gli atti della Procura Federale presta l’auto a 4 giocatori del Mantova per incontrare, in un luogo appartato, altri giocatori dell’Ancona e combinare la partita imminente (Ancona-Mantova 2009-2010). La combine poi non si consuma, ma secondo gli inquirenti Magalini è colpevole di ‘omessa denuncia’. Condannato a 3 anni e 3 mesi di sospensione (confermati in appello), nell’arbitrato con il TNAS vede riconosciute in parte le sue ragioni e viene condannato a soli 15 mesi (16 maggio 2013), già in parte scontati. Finisce la squalifica e il 19 settembre dell’anno scorso diventa ufficialmente d.s. del Grosseto, appena retrocesso dalla B. Prima di lui aveva dato l’addio Nelso Ricci, che aveva condotto il mercato estivo dei maremmani. Nel novembre 2013 il suo nome viene accostato alla Sampdoria, ma non se ne fa nulla e Magalini resta a Grosseto. Ieri, 15 maggio 2014, l’annuncio ufficiale di Di Masi: dal 1° luglio inizierà la sua storia grigia. Ottimo professionista e grande conoscitore di calcio, al di là delle frasi di circostanza e dei complimenti di rito, è stato definito da alcuni suoi colleghi da me interpellati “molto competente”. E’ l’uomo su cui punta LDM per tornare in B. (r.b.)

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