Di Masi non molla e rilancia: “Soddisfatto della squadra,
il progetto va avanti”

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Luca Di Masi, presidente dell'Alessandria Calcio

Pazienza e ottimismo. Queste due parole sintetizzano la tanto attesa conferenza stampa di Luca Di Masi, presidente e proprietario dell’Alessandria Calcio da 5 anni e mezzo, tenutasi alle 16 di oggi nella sala stampa dello stadio ‘Moccagatta’.

Non fa passi indietro l’imprenditore torinese tifoso dei grigi, non c’è pericolo alcuno che lasci la squadra. Era il timore di molti, ma da come ha parlato non ce n’è assolutamente ragione. Di Masi rimane. Anzi, rilancia, convintissimo del progetto elaborato in estate, e cioè calcio sostenibile, fatto con i giovani e con costi sostenibili. Sono soddisfatto della squadra, del rendimento che ha avuto finora, della classifica che è maturata. Forse ci manca qualche punto. Ma non vedremo più profili di giocatori come in passato, non succederà più – ha detto – ma la mia ambizione rimane, ed è grande. E parte dall’emozione di vedere le maglie grigie in campo, a prescindere dai nomi scritti sulla schiena. E così dovrebbe essere per tutti. Poi i tempi di metabolizzazione di un nuovo progetto sono individuali, c’è chi assorbe prima e chi ci mette più tempo. Mi va bene tutto. Mi fa arrabbiare, invece, chi fa finta di non capire”. E qui l’allusione è a qualche organo mediatico che si è allargato un po’ troppo lunedì, dopo la partita con la Carrarese. Da lì è nata la sua voglia di conferenza stampa, per chiarire il suo pensiero e precisare le sue intenzioni, lontano dall’idea di illudere qualcuno.

Era presente quasi tutto l’organigramma societario: oltre alla triade Di Masi-Borio-Vaio, il segretario generale e responsabile della sicurezza Toti, il responsabile dell’area tecnica Soldati, l’allenatore D’Agostino, metà dei componenti l’ufficio stampa.

L’obiettivo stagionale resta quello di agosto, cioè arrivare tra il 3° e il 14° posto. Sarebbe come come dire salvezza tranquilla, visto che oggettivamente non si può puntare a vincere il campionato, ma per uno ambizioso come lui è riduttivo “anche perché le partite sono da giocare, non si decidono in base ai nomi di chi va in campo. Quindi perché no i playoff? Diamo il tempo a questi ragazzi di crescere, poi faremo delle valutazioni. Anche a gennaio, se necessario, ma senza follie e rispettando il progetto del nuovo corso”.

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