Fumo elettronico – Dilaga la moda della sigaretta non-sigaretta: colori stravaganti e aromi particolari

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Ancora in dubbio l’efficacia e soprattutto gli effetti collaterali del rimedio tecnologico al “malsano vizio” degli italiani.

Rosa elettrico, nere, verdi o con la classica forma, le sigarette elettroniche nelle ultime settimane hanno avuto un incredibile boom di vendite in tutto lo stivale!

Visto sia come accessorio di moda che come strumento per smettere di fumare, questa sigaretta, insieme con il grande numero di vendite, ha innescato una serie di discussioni sul suo impatto sulla salute. Improvvisamente molti esperti si sono interrogati sugli effetti negativi che potrebbe avere sul corpo umano e se questa possa essere realmente un valido strumento per smettere di fumare.

Le risposte a questi dubbi sembrano confuse e inconcludenti. Ma come  funziona questa e-cigarette? Il dispositivo è alimentato da una batteria ricaricabile e il fumatore premendo un tasto sul corpo della sigaretta aziona l’atomizzatore, un corpo riscaldante che permette al liquido interno di vaporizzare, generando in questo modo un vapore che dà la sensazione del tradizionale fumo delle sigarette standard.

Il liquido all’interno della sigaretta è a base di glicole propilenico, glicerina,  aromi alimentari e per chi lo desidera nicotina. I vari gusti degli aromi vanno dall’acciuga all’albicocca passando dalla senape, la fragola, menta e molti altri ancora, insomma c’è n’è per tutti i gusti!

Ecco l’esperienza che mi ha raccontato un fumatore trentennale che da pochi mesi è passato all’utilizzo di sigarette elettroniche: “Le cose da tenere in considerazione sono diverse, sicuramente risparmio perché sono passato da fumare 20 sigarette al giorno che sono circa 5 euro a spendere solamente i soldi dei liquidi, ovviamente tolta la spesa iniziale di acquisto del prodotto. La sensazione che mi dà non è proprio uguale a quella che mi dava la sigaretta ma da quando l’ho comprata non ho più fumato le originali.

Ora posso fumare anche in macchina con altre persone o in casa senza preoccuparmi di dare fastidio agli altri non-fumatori, se faccia male o meno non l’ho ancora capito spero solo che se ne capisca di più in futuro”.

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