Senologia: prevenzione

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A sei mesi dal progetto “Giro Vita” continua la prevenzione al tumore della mammella

L’educazione alimentare per intervenire su un fattore di rischio modificabile

Grafici-Convegno-RotaryNon ne parleremo mai abbastanza: il lavoro della Senologia dell’ospedale di Tortona è assolutamente indispensabile, non soltanto necessario. Il tumore alla mammella è il più frequente fra la popolazione femminile ed è la prima causa di morte, infatti, nella provincia di Alessandria il numero medio annuo di nuovi casi è di 370 con un tasso standardizzato sulla popolazione mondiale del 74,7% ogni 100mila abitanti nettamente superiore a quello dell’intera regione Piemonte che è del 58,2. La dottoressa Maria Grazia Pacquola ha le idee chiare: bisogna andare avanti e cercare dove possibile di intervenire sui fattori di rischio. Se è un dato che l’inquinamento ambientale è uno di questi ma difficilmente modificabile, lo stile di vita, almeno quello, può essere modificato per arginare il rischio e quindi fare vera prevenzione sul territorio. Gli obiettivi della Senologia sono quelli di garantire una diagnosi la più precoce possibile, corretta e preventiva; tutto questo è possibile con strumenti tecnologici adeguati, esperienza e aggiornamento professionale e metodologia interdisciplinare. Tutti i progetti e il lavoro quotidiano della Senologia è stato possibile fino ad oggi grazie a una sorta di joint venture tra pubblico e privato, con la collaborazione dei volontari e delle associazioni per recuperare i fondi necessari. Il progetto Giro Vita e Prevenzione Oncologica nell’ambito dello studio regionale della Rete Oncologica su Follow- up e Stili di Vita, dopo sei mesi ha prodotto risultati molto interessanti: su 74 donne in cura per tumore alla mammella all’inizio dello studio il 46% era obeso, il 33% sovrappeso, il 20% normopeso e soltanto l’1% sottopeso; questo dato scientificamente rivela che il sovrappeso è un fattore di rischio per questo tipo di tumore ma anche per quello del colon-retto. Dopo sei mesi di dieta, curata dalla dottoressa Stefania Maffei, il 35% è obeso, il 34% sovrappeso, il 30% normopeso e resta invariato l’1% sottopeso. Il girovita era oltre gli 88 cm, quindi a rischio in 55 donne, mentre, dopo sei mesi soltanto 41 superano ancora gli 88 cm.
Il progetto deve continuare e deve coinvolgere la popolazione sana, prevenire il tumore iniziando a modificare gli stili di vita è possibile, inoltre i dati sulle donne già con diagnosi di tumore alla mammella ci diranno tra cinque anni di quanto si sarà abbassato il rischio di recidiva unendo alle cure anche un’alimentazione corretta, è per questi motivi che la dottoressa Pacquola continuerà con la gente la sua battaglia e i cittadini non possono che essere con lei.

Fausta Dal Monte

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