Memoria inibita dall’uso di internet e delle “App”

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Smartphone e cellulari sono, al tempo stesso, una salvezza ed una condanna. Ricordiamo i numeri di telefono molto più raramente, segniamo gli appuntamenti o le scadenze sull’agenda digitale, ci serviamo di applicazioni e software per organizzare la nostra vita. Siamo sempre più digitali.
Una ricerca condotta dalla società di sicurezza informatica, Kaspersky Lab, ha dimostrato che la “amnesia digitale” ci sta asciugando il cervello.
La ricerca ha visto coinvolti seimila adulti nei paesi dell’Europa occidentale e tante altre persone negli Stati Uniti, facendo domande inerenti i numeri di telefono imparati a memoria ed i sistemi utilizzati per ricordare qualche dato o fatto importante. La metà degli statunitensi ha dichiarato che preferisce cercare un’informazione online, piuttosto che ricordarla e quasi il 30% ha confessato che non sarebbe in grado di memorizzarla dopo averla appresa.
Anche gli europei sono nella stessa situazione. Il 36%, infatti, prima cerca su Google, poi pensa ed il 24% ha dichiarato che, probabilmente, dimenticherebbe l’informazione cercata poco dopo aver chiuso il browser. Più del 40% dichiara che il loro telefono contiene “qualsiasi cosa sia necessario sapere”.
Sebbene questi dati possano apparire sconcertanti, è bene ricordare che l’uomo ha da sempre bisogno di un aiuto per ricordare le informazioni.
Si pensi, per esempio, ai nodi al fazzoletto, ai post-it, o al semplice “passa-parola”. L’uomo di oggi, forse, non è più smemorato, ma più digitalizzato.
Gli studiosi che hanno condotto la ricerca, infatti, così hanno scritto: “Stiamo entrando in simbiosi con i nostri dispositivi elettronici, creando sistemi interconnessi che ricordano meno le cose, ma che sanno dove possono essere trovate le informazioni”.

 

Giada Guzzon

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