Il ruolo del medico di base

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È il primo che ti visita ed è un punto di riferimento fondamentale

Si deve stringere un patto di fiducia come base della prevenzione

Il medico di famiglia, formalmente chiamato Medico di Medicina Generale, è l’operatore che ti visita per primo, ti segue periodicamente in tutte le tappe del tuo percorso in sanità, ti suggerisce come guadagnare salute e, al bisogno, t’indirizza verso gli specialisti.
Ogni MMG ha propri giorni e orari di ricevimento e, sempre più spesso, per garantire un maggior numero di ore di assistenza diurna, si associa con altri colleghi, ai quali il paziente può rivolgersi in sua assenza.
Attualmente è chiamato ad agire come da punto di riferimento territoriale per la presa in carico dei problemi di salute. Negli ultimi anni, in particolare, s’è registrato un aumento nella prevalenza della polipatologia e della multi problematicità all’interno della popolazione. Ciò obbliga il MMG a un approccio complesso e articolato, che deve partire da una valutazione generale della persona, per poi eventualmente canalizzarla sui vari percorsi specialistici. L’emergenza delle malattie croniche è diventata prevalente e ha superato le forme acute come problema dominante per la salute. Il cambiamento non ha modificato solo l’approccio del medico di famiglia nei confronti della gestione del bene salute, ma anche quello del paziente. Infatti, esso ha cambiato ruolo, passando da soggetto passivo a protagonista attivo nella gestione della propria salute, assumendo comportamenti e stili di vita adeguati. Tra la persona e il medico di famiglia si deve stringere un patto fiduciario, come premessa della medicina preventiva.
La riduzione delle risorse e il costante aumento di fabbisogno da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) hanno determinato la necessità di un forte investimento su una medicina d’iniziativa e di prossimità. L’obiettivo è ottenere la riduzione della morbidità per le malattie croniche alla presenza di un aumento dell’aspettativa di vita, mediante azioni di prevenzione e di educazione alla correzione degli stili di vita, quale primo e irrinunciabile strumento per la sostenibilità del SSN.

Dott.ssa Alessandra Bellisomi

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