Il Borsalino fa centro

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La struttura riabilitativa alessandrina è considerata tra le migliori del nord Italia

Ennio Mantellini: “Monitoriamo fino a 12 pazienti contemporaneamente”

Parliamo di un centro riabilitativo alessandrino, considerato tra i migliori nel nord Italia e che soddisfa il bisogno di salute dei pazienti per le province di Alessandria e Asti. Si tratta del presidio “Teresio Borsalino”. Una struttura dove si curano prevalentemente malati di cuore e polmoni con una componente clinica trattata. Ne parliamo con il dottore Enio Mantellini, direttore della riabilitazione cardio-respiratoria.

Partiamo dai numeri di questo centro: 104 posti letto più 6 in “day hospital” con 400 pazienti l’anno nel suo reparto. Quali sono i tempi medi di ricovero e come si avvia la macchina organizzativa?
Il paziente deve mettersi nella condizione di ricevere dei trattamenti ausiliari importanti per risolvere le problematiche relative allo specifico caso. I tempi di degenza vanno dai 15 giorni per coloro che hanno problemi cardio-respiratori ai 21 per quelli respiratori.

Come avviene il percorso riabilitativo in entrambi i casi e quali sono gli strumenti a disposizione?
Per il problema respiratorio, all’arrivo del paziente in struttura, viene effettuata in reparto la valutazione del rischio clinico per definire il trattamento motorio da eseguirsi con un programma riabilitativo ad “hoc”. Si procede poi all’utilizzo della palestra andando incontro a pazienti con malattie che determinano secrezioni con strumenti che ne facilitano l’espulsione. Nel primo caso, invece, si procede ad attività fisica svolta sotto il monitoraggio della funzione cardio-respiratoria, sempre con l’ausilio della specifica strumentazione.

Non è facile controllare diversi casi nella stessa giornata. Come gestite questa situazione?
Nel nostro centro abbiamo la possibilità di monitorare in tempo reale 12 pazienti contemporaneamente con un ambulatorio dove è possibile studiare la funzionalità respiratoria e cardiaca anche con test da sforzo cardio-polmonare. L’iter riabilitativo viene programmato da fisioterapisti professionisti in campo cardiologico e respiratorio, diversificandolo per la complessità dei pazienti trattati e le possibili comorbidità presenti, ed arricchito di un compito educativo esteso anche ai familiari.

Domandiamo a Chiara Caviglione, tra i responsabili della fisioterapia, come avviene il trattamento fisioterapico e qual è l’approccio utilizzato nei confronti dei pazienti?
I trattamenti del paziente cardio-operato prevedono un programma di ricondizionamento fisico ed è comprensivo di una parte educazionale (correzione dell’inattività fisica, abitudini alimentari e stile di vita). Alleviare i sintomi, migliorare la capacità funzionale e la qualità della vita in pazienti con handicap pneumologico sono i nostri obiettivi, proponendoci ogni giorno di recuperare e mantenere il livello più elevato possibile di autonomia.

Giampi Grey

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