Educazione al diabete

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Il diabete giovanile è in aumento, in Piemonte ci sono 10 nuovi casi ogni 100.000 giovani. Il picco di insorgenza si registra tra gli 0 e i 4 anni e tra gli 11 e i 18 anni. Le femmine sono più numerose dei maschi e la causa non è nota in quanto il diabete di tipo 1 è autoimmune e ben diverso da quello di tipo 2 associato spesso con l’anzianità, legato al sovrappeso e all’alimentazione. Il diabete di tipo 1 è insulino dipendente quello di tipo 2 è insulino resistente. Il diabete di tipo 1 insorge improvvisamente dopo un’influenza o una qualsiasi banale malattia infantile. I sintomi che devono allarmare una mamma sono un aumento della sete, un aumento dell’urina e il dimagrimento.
Il dottor Riccardo Lera è responsabile della Diabetologia Pediatrica dell’ospedale di Alessandria e sottolinea quanto sia importante informare circa questa patologia verso la quale c’è molta confusione e poca sensibilizzazione. Sulle terapie ci dice: “L’insulina ad oggi è l’unico rimedio ma siamo vicini con l’approccio tecnologico alla creazione di pancreas artificiali mentre cure con le staminali appartengono a un futuro lontano”. Se da un punto di vista scientifico tanti sono i passi avanti che sono stati fatti sui campi educativi obbligatori e sottoscritti dalla Regione Piemonte i passi sono stati fatti soltanto a ritroso: i fondi previsti sono stati erogati soltanto nel 2001 e nel 2012, inoltre il taglio al personale sanitario non permette ai volontari di usare le proprie ferie per collaborare ai campi educativi a causa della conseguente mancanza di copertura dei turni negli ospedali. Il dottor Riccardo Lera, però, è un combattente per i suoi ragazzi e anche quest’anno – ci dice – riuscirà ad organizzare un campo dal 20 al 27 giugno. È necessario l’aiuto di tutti, perché, diciamolo, l’Italia si regge sul volontariato.

Fausta Dal Monte

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