Ecco la nuova clinica ‘Città di Alessandria’

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E’ stata inaugurata ufficialmente domenica 26 gennaio, ma funziona da una settimana. La nuova sede di via Moccagatta 30 è operativa infatti da martedì scorso, giorno in cui sono state trasferite le attività da via Buozzi, dopo l’agibilità comunale giunta il lunedì. La nuova struttura appartiene al gruppo privato Policlinico di Monza, che opera con 8 strutture (1 in Lombardia, 6 in Piemonte e 1 in Valle d’Aosta) e fa riferimento al gruppo De Salvo, patron del Novara Calcio, se volete riferimenti sportivi. L’investimento complessivo per la nuova struttura ammonta a circa 30 milioni di euro, la convenzione col SSN è completa anche se non sono stati ricevuti soldi pubblici in conto capitale. Così in città il Policlinico di Monza possiede sempre due strutture, la ‘Città di Alessandria’ e la ‘Salus’, che hanno caratteristiche diverse e complementari e operano come unico soggetto giuridico, con notevoli vantaggi di mobilità per pazienti e personale. Lo spazio rispetto alla vecchia sede è triplicato e disposto in maniera funzionale e modernissima: basti pensare che la superficie di un solo piano di via Moccagatta corrisponde all’intera area dei 7 piani di via Buozzi. E il fiore all’occhiello della nuova clinica, il dipartimento cardiovascolare guidato dal prof. Fabbrocini, occupa un intero piano (sale operatorie, terapia intensiva, emodinamica, degenza, riabilitazione), cosa che evita ai pazienti lunghi e dispersivi spostamenti e migliora notevolmente la qualità del servizio. La struttura è all’avanguardia per la gestione (solo il riscaldamento a pavimento offre notevoli vantaggi) e la sicurezza, ed è attrezzata con i più moderni macchinari disponibili, come la TAC (sigla GE VCT XT 64 SLICES) che, in pratica, riduce del 50% le dosi di  radiazioni e offre immagini a colori in HD, cioè ad altissima definizione e nitidezza, ruotabili a 360° in tutti i sensi. Ma non è finita qui, perchè c’è un servizio supplementare che riguarda i parenti dei pazienti ricoverati: ci sono 16 camere per loro, disponibili gratuitamente, a pensione completa, per il periodo di ricovero del loro congiunto. Cosa che, vista la fortissima ‘migrazione attiva’ della clinica (pazienti che vengono da fuori) fa ancor più da richiamo per la struttura e la città. (r.b.)

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