Dermatite atopica: conoscerla è utile per imparare a conviverci

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Una malattia che solitamente colpisce i bambini in tenera età, ma che molto spesso non si esaurisce con l’entrata della pubertà, capace di accompagnare anche la vita dell’adulto con pruriti e presenza di macchie su tutto il corpo. Stiamo parlando della dermatite atopica, un malessere capace di colpire 7-8000 italiani e che coinvolge molti più adulti di quanto si sappia, ovvero al 3% registrato ufficialmente. Una patologia  immunologica, quindi, ma in cui i fattori ambientali hanno un’importanza fondamentale capace di rendere la pelle molto suscettibile all’azione di sostanze capaci di penetrare facilmente all’interno della barriera cutanea, alimentando ulteriormente un processo infiammatorio già in atto.

FATTORI E AMICI DELLA DERMATITE

Molte sono le cause della dermatite, tra di esse un buon fattore genetico colpisce parte dei degenti. La dermatite è difatti la forma più comune di eczema, strettamente collegata all’asma e alla febbre da fieno. Quando almeno uno dei genitori soffre di queste patologie, il bambino ha una possibilità maggiore di contrarre questo disturbo. Anche essere generati da madri in un’età troppo avanzata può favorire lo sviluppo di questo problema cutaneo. Il clima, allo stesso modo, può influire: provenire da aree geografiche particolarmente fredde o le città molto inquinate sembra favoriscano il presentarsi ed il progredire incessante della dermatite. Non solo clima ed ambiente, però, favoriscono l’avanzare della malattia cutanea e non esiste una singola forma di dermatite. Come spiegato in questa pagina esistono diverse forme di dermatite, da quella atopica, a quella seborroica fino ad altre tipologie. Conoscerne i sintomi è utile per tentare di prevenire un’eccessiva diffusione e capire come gestirla.

LE BUONE ABITUDINI DA SEGUIRE

Una vita all’insegna di una agitazione continua, da stress, ma anche cibi sbagliati possono irritare una pelle già messa alla prova. Il grattarsi, inoltre, contribuisce a mettere sotto stress i tessuti cutanei, mettendo magari a contatto la superficie poco pulita delle unghie con quelle della cute debole. È doveroso, quindi, trattare bene non solo la propria pelle, ma tutta la persona, partendo da una alimentazione giusta, per finire in con un buon equilibrio quotidiano facendo attenzione alla proprio livello di stress. L’abuso di fumo, cibi particolarmente irritanti come latticini, crostacei e noci  o alcool possono minare il nostro equilibrio biologico, creando grande disturbo alla nostra pelle.  Sudore ed indumenti sbagliati possono allo stesso modo procurare grossi fastidi. Porre, quindi, attenzione ad ammorbidenti e capi di tessuto sintetico. Questi potrebbero procurare non solo prurito, ma situazioni di poca traspirazione della pelle. Una bella doccia dopo lo sport evita il rischio di irritazioni, ma anche garantire una superficie sempre asciutta della pelle possono allo stesso modo scongiurare un ambiente dannoso per la cute, garantendo il prolificare di germi, capaci di causare non solo dermatiti ma anche funghi ed altri agenti patogeni. Non solo l’attività del lavarsi è essenziale. Tenere sotto cura ogni aspetto è altrettanto fondamentale. Scegliere un detergente delicato è fondamentale per non destabilizzare l’equilibrio dermoepidermico. Meglio prediligere, quindi, detergenti delicati e appositamente ideati per il rispetto di pelli sensibili. Al contrario, sarebbe conveniente evitare saponi ipoallergenici a pH leggermente acido (5,5-6,0), che rispettano il microfilm idrolipidico, pur assicurando una pulizia profonda.

 

 

 

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