Lions e Panathlon insieme con
le Guide Alpine degli astronauti

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Essere guida alpina è un lavoro avventuroso, ma accompagnare un astronauta sull’Everest è un’esperienza unica e indimenticabile. L’hanno raccontata Francois Cazzanelli e Marco Camandona ai soci del Lions Alessandria Host, presieduto da Marco Bagliano e del Panathlon Club Alessandria, presieduto da Peo Luparia, riuniti in intermeeting.

Cazzanelli, membro della storica e rinomata Società delle guide alpine del Cervino, ha compiuto anche numerose spedizioni extraeuropee dal Nepal alla Califonria, dalla Patagonia alla Cina; Camandona è allenatore federale di scialpinismo, membro del Soccorso Alpino della Valle d’Aosta, ha intrapreso viaggi d’avventura in tutto il mondo salendo su cinque delle montagne più alte del continente.

Per illustrare la loro ultima avventura hanno proiettato un video che ha letteralmente catturato l’attenzione e suscitato la curiosità del numeroso pubblico presente in sala: la recente spedizione sull’Everest per accompagnare l’astronauta italiano Maurizio Cheli, che aveva visto l’Everest dallo spazio nel corso di una missione spaziale ed espresso il desiderio di scalarlo. Grazie a Cazzanelli e Camandona il suo sogno è diventato realtà nei primi mesi del 2018, con una spedizione che ha richiesto ben due anni di preparazione e 50 giorni di scalata vera e propria, con un costo di circa 80.000 $ a persona.

Ma la missione di Cazzanelli e Camandona non è solo lo sport. Le due guide hanno costituito la onlus “Sanonani House” per sostenere bambini nepalesi particolarmente bisognosi in quanto orfani o vittime di situazioni famigliari molto difficili ai quali vengono assicurati vitto, alloggio, istruzione e una educazione nel rispetto della cultura locale. Al momento sono 25 i bimbi accolti in questa ‘casa famiglia’ di Kathmandu che, al termine del percorso scolastico, saranno inseriti nel mondo del lavoro.

Lo sport – ha sottolineato Marco Bagliano – è una metafora della vita, una continua scalata verso nuovi obiettivi e nuove mete, ma deve avere anche finalità solidali, come ci hanno confermato questi due simpatici e coraggiosi alpinisti”.

 

 

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