La dolce amara Uganda

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Terra rossa, paesaggi infiniti in una nazione ancora ferita dalla storia

Marta racconta la sua esperienza di conoscenza e di vita

Una rubrica speciale, per portare in Alessandria colori, storie e sensazioni di terre lontane; ne “I nostri esteri” i deserti incontrano la pianura Padana, il Tanaro si getta nell’oceano e i lisòndren sono più vicini alle vicende di villaggio di un mondo che, seppur suddiviso in primo, secondo, terzo e quarto, rimane sempre uno.
Il primo articolo è basato sul viaggio di Marta, 24 anni, neolaureata in “Comunicazione Interculturale e Multimediale” all’Università di Pavia e attuale collaboratrice del giornale “La Provincia Pavese”; per lei una costola dell’Africa più nera: l’Uganda.
La storia recente dell’Uganda è simile a quella di tanti altri Paesi africani: un passato coloniale, protettorato britannico dal 1894, conquistò l’indipendenza nel 1962; indipendenza che in Africa spesso coincide con instabilità politica e guerriglia etnica, conflitti che hanno insanguinato l’Uganda per anni, solo dal Duemila in poi si è raggiunta la stabilità.
Marta ha raggiunto il Paese centrafricano via Cairo, ritrovandosi presto immersa in una realtà a noi distante: “Secondo il report 2011 di Medici con l’Africa il 28.7% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. L’Uganda vive di un’economia di sussistenza basata principalmente sull’agricoltura che occupa circa l’80% della forza lavoro, con il caffè come principale prodotto venduto all’ingrosso. Si coltivano poi mais, il sorgo e le patate, la canna da zucchero e non mancano le piantagioni di cotone. In Uganda si vive anche grazie all’allevamento di bovini sia per la carne che per il latte”. Una realtà rurale che nasconde lo spettro della malnutrizione, vera piaga del Paese: “In Karamoja (regione nel nord-est del Paese) i tassi globali di malnutrizione acuta hanno continuato ad aumentare del 9.3% nel 2010 e del 12.8% nel 2011. In Karamoja su un totale di popolazione di poco più di 1 milione e 152 mila persone il 20% è costituito da bambini al di sotto dei cinque anni. Tra i più piccoli la malnutrizione acuta colpisce attualmente quasi 30 mila bambini”.
Un paese in cui la fame e la sete contrastano contro i tipici sorrisoni dei bambini e con le numerose mani tese delle ONG di mezzo mondo, se volete leggere la storia completa del viaggio di Marta andate sul suo blog: alakara.wordpress.com

Nicholas Capra

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