Domani a S. Croce di Bosco Marengo viene presentata la start-up
“Light is Life” di Giammaria Ravetti

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Due particolari dell'illuminazione 'speciale' curata da Ravetti all'Olimpiade di Torino 2006

Appuntamento alle ore 18 di domani, mercoledì 17 luglio 2019, nel complesso monumentale di Santa Croce di Bosco Marengo. Una nuova start-up, è proprio il caso di dirlo, ‘vede la luce’ ufficialmente in una struttura fondata da un Papa, all’ombra delle tele del Vasari, nelle sale dove Gorbaciov disquisiva di politica mondiale.

La start-up si chiama Giammaria Ravetti ‘Light is Life’ e il titolo del convegno è affascinante: “Dall’architettura di pietra all’architettura di luce”.
Cioè come usare la luce per valorizzare l’architettura esistente, cosa in cui Giammaria Ravetti, che si definisce ‘artista e poeta visionario della luce’, è maestro.
Lo fa da molti anni nel mondo, creando emozioni che sorprendono ogni volta: dalle ‘torri di luce’ di Ground Zero a New York, per ricordare il crollo dell’11 settembre 2001, alla cerimonia inaugurale dell’Olimpiade Invernale di Torino 2006, da Casa Italia all’Olimpiade di Rio 2016 alle Petronas Towers di Kuala Lumpur, dal Burj Khalifa di Dubai, il grattacielo più alto del pianeta, alla Dexia Tower di Bruxelles, che ha l’illuminazione a LED più grande e complessa al mondo, e a tante altre cose importanti e apprezzatissime in cui la firma del dott. Ravetti è presente come ‘anima’ dei giochi di luce che caratterizzano i grandi eventi e gli arditi edifici dell’architettura contemporanea.

Due gli scopi principali della ‘mission’ della start-up: la prima è “promuovere l’impiego della luce che, attraverso le tecnologie, evidenzi non solo la sua tridimensionalità, ma anche la sua quarta dimensione, il tempo”; e la seconda è la “vocazione sociale della start-up, con cui si tende a valorizzare il patrimonio artistico esistente tenendo in debito conto anche il risparmio energetico”.

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