Vannucchi para tre rigori e porta l’Alessandria alla finale di Coppa

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L'abbraccio a Vannucchi dei compagni di squadra dopo i rigori di Pontedera (foto Silvi)

Il protagonista indiscusso della semifinale di ritorno di Coppa Italia Serie C è senza dubbio lui: Gianmarco Vannucchi da Prato, 22 anni e mezzo, ha parato i primi tre rigori della serie, contribuendo in maniera decisiva, insieme ai suoi compagni che dal dischetto han fatto gol, a portare l’Alessandria in finale (11-25 aprile). 
E’ la seconda volta che i Grigi vanno in finale di Coppa, dopo la vittoria (4-2 sull’Avellino) nella gara unica di Roma della prima edizione (’72-’73).

LA PARTITA – Emozioni tutte alla fine, dopo due ore abbondanti passate quasi sempre ad attaccare (l’Alessandria) e a difendere (il Pontedera). Dopo 126′ e sette occasioni da gol, con i giocatori granata sulle ginocchia, si arriva ai tiri dal dischetto, tirati tutti alla destra dei portieri. Vannucchi è sempre andato dalla parte giusta respingendo i tentativi di Caponi, Rossini e Pinzauti, mentre il quasi imbattibile estremo di coppa Biggeri (3 gol subìti in 8 partite) è sempre andato a sinistra, sicché i tiri bassi e angolati di Gonzalez, Piccolo e Fischnaller sono finiti in rete.

Non sono dunque bastati 219 minuti totali nella due gare, compresi i recuperi, per farsi gol. Il Pontedera di Maraia, dopo il devastante 5-1 subìto al ‘Moccagatta’ il 23 dicembre in campionato, ha cambiato pelle e subisce molto meno. Evidentemente quella partita ha insegnato molto ai giocatori toscani, che all’andata hanno difeso e basta e al ritorno hanno provato a giocarsela per un tempo e mezzo, chiudendosi nella propria tre-quarti da metà 2° tempo alla fine. L’Alessandria di Marcolini ha cercato tanto il gol, ma non ha trovato la soluzione, ed è evidente che i tanti cross sono spesso inutili senza Marconi.
Ma ha pure rischiato, la squadra grigia: al 36′ del 1° tempo l’arbitro ha graziato Barlocco, punendolo con il ‘giallo’ dopo un brutto fallo, probabilmente da ‘rosso’, su Calcagni, e il Pontedera in dieci ha sfiorato il gol con un diagonale di Risaliti respinto da Vannucchi. Ma va detto che il metro di valutazione del signor Robilotta è stato uniforme: ha fischiato con equilibrio ricorrendo poco ai cartellini, ed è per questo che il capitano granata Caponi ha potuto finire la gara pur essendo autore di una dozzina di falli, di cui più della metà dopo l’ammonizione. Onore comunque al Pontedera, che ha cullato il sogno fino in fondo.

LA FINALE – Si giocherà in gara doppia: per l’Alessandria andata in casa mercoledì 11 aprile e ritorno in trasferta mercoledì 25, sul campo di una fra Viterbese e Cosenza.
I laziali hanno vinto ieri l’andata 3-1 e il ritorno si giocherà martedì 14 marzo.

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