L’Alessandria perde anche a Como
ma gli avversari non accorciano
e il vantaggio resta di 7 punti

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Terza sconfitta dell’Alessandria nella terza trasferta del girone di ritorno. Che il ritmo dell’andata fosse impossibile da sostenere a lungo era pacifico, ma certo tre batoste di fila lontano dal ‘Moccagatta’ nessuno se le immaginava. Nonostante ciò il vantaggio resta rassicurante: 7 punti sono tre partite di vantaggio, che diventano 8 perché sia Arezzo che Livorno sono svantaggiate dagli scontri diretti, e quindi 8 ne servono alle due formazioni toscane per superare i grigi. In caso di arrivo alla pari sono davanti i piemontesi.
Da stabilire, invece, il ‘gap’ con la Cremonese: lunedì prossimo si capirà, dopo l’1-1 dell’andata, la dinamica diretta con i grigiorossi, che nel frattempo restano a -9.
Sembra, a ben guardare, che gli avversari dell’Alessandria non vogliano andarla a prendere: il Livorno si è avvicinato (da -10), la Cremonese ha beccato ‘3 pere’ a Piacenza e l’Arezzo ha sbagliato il ‘set-ball’ per salire a -5. Tutto sommato il 2-1 di Como (21′ Chinellato, 27′ Cristiani, 46′ Bocalon) fa meno male guardando gli altri, e le loro difficoltà rendono più ‘digeribili’ i passaggi a vuoto dei grigi.

Certo che c’è da meditare su questa sconfitta, che non è piaciuta a mister Braglia, come le altre due: “Dobbiamo guardarci in faccia e capire, perchè non è possibile regalare un tempo in questo modo. Dobbiamo fare tutto quel che c’è da fare per portare la nave il porto”.
La nave è l’Alessandria e il porto è la serie B, distante 13 partite.
Ma le tre sconfitte a me son parse diverse: a Livorno i grigi costruirono più palle-gol degli avversari e ci stava il pari; ad Arezzo non hanno tirato in porta; a Como sono stati inguardabili nel primo tempo e non sono riusciti a segnare in 40′ di superiorità numerica.
Una costante lega le tre sconfitte: la sofferenza contro squadre che giocano a ritmo alto. Poi, guardando a ieri, vanno aggiunti un errore clamoroso di Vannucchi, non più imprescindibile come prima di Natale, e qualche scelta del tecnico, che si è preso le colpe: “Io li alleno ed è colpa mia, qui nessuno gioca a scarica-barile”. E’ un bene che l’allenatore difenda la squadra, perché protegge il gruppo e ne mantiene l’integrità, però la scelta dei tre centrocampisti insieme (Cazzola, Nicco, Mezavilla) lascia qualche perplessità, soprattutto perché corretta dallo stesso Braglia prima dell’intervallo (Iocolano per Mezavilla) dopo aver proceduto ad un altro cambio (Marras per Sestu) per l’incertezza delle condizioni dell’ex Chievo.
E l’assenza di Gonzalez non basta a spiegare la prestazione. In fondo, contro il Piacenza, l’Alessandria ha vinto senza l’argentino. Resta da capire come mai non ci sia spazio per i nuovi arrivati di gennaio: è comprensibile la gratitudine per chi tira la carretta dalla prima giornata, però un po’ di ‘gamba’ in più elementi come Nava e Rosso potrebbero darla, tenuto conto che gli avversari ormai conoscono l’Alessandria e il suo modo di giocare, e hanno trovato le contro-misure andando a colpire nei punti deboli.

Perchè diciamoci la verità: Vannucchi ieri ha commesso un errore, e non è nemmeno il primo, però la sua imprescindibilità se l’è guadagnata all’andata con parate strepitose.
L’Alessandria vinceva quasi ogni volta, ma le occasioni da gol le ha sempre concesse. Se ora il portiere non fa più gli straordinari e gli avversari hanno raddrizzato la mira, bisogna inventarsi qualcosa di nuovo.

 

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