Ambulanze ferme da un mese, licenziamenti: senza un intervento politico Castellazzo Soccorso morirà

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Quattordici mezzi di soccorso all’avanguardia fermi nei box (l’ultima ambulanza in ordine di arrivo, di ultimissima generazione, è stata inaugurata poco prima di Natale) e cinque persone su nove già rimaste senza lavoro: questo è il bilancio del primo mese di stop dell’attività di Castellazzo Soccorso, un’eccellenza del volontariato sul nostro territorio da circa 30 anni, che si è distinta nel tempo non solo per l’attenzione al malato, ma anche per l’impegno ad investire in innovazione e salvaguardia dell’ambiente (è in assoluto la prima Onlus in Italia ad aver acquistato  un’auto 100% elettrica per il trasporto medico).

Si tratta di un blocco dell’attività non certo voluto, ma causato dalla miopia di un provvedimento della Giunta Regionale. Tutto nasce, infatti, dalla DGR n.48 – 7791, che stabilisce per il periodo 2019-2022 gli schemi di accordo per lo svolgimento delle attività di trasporto sanitario.

Questa Deliberazione  ha consentito aggregazioni temporanee di scopo tra le diverse associazioni, senza però fornire  specifiche circa le modalità di esecuzione del servizio e le caratteristiche delle realtà che si potevano unire. In provincia ciò ha significato l’aggregazione di due big, Croce Rossa e Croce Verde,  che di fatto hanno tagliato fuori Castellazzo Soccorso dall’assegnazione delle postazioni del 118 e da ogni attività in convenzione con l’Azienda Ospedaliera, ottenendo il risultato di operare in regime di vero e proprio monopolio. Nella graduatoria finale della gara, le due realtà hanno raggiunto insieme 69 punti mentre Castellazzo Soccorso, da sola, quasi 40.

Enrico Barberis, presidente di Castellazzo Soccorso, non ci sta e non accetta che la realtà su cui ha investito anni di impegno muoia nell’indifferenza generale, a causa di un provvedimento che giudica ingiusto. Impegnati con lui nella lotta in difesa della Onlus, ci sono i dipendenti e gli oltre 100 volontari, che da anni mettono energie e cuore per offrire ai malati un servizio di trasporto efficiente.

“La politica dovrebbe aiutarci a fare sistema, non contribuire a metterci l’uno contro l’altro – afferma Barberis – la DGR ha creato un clima di forte competizione tra le associazioni di volontariato ed ha generato caos in tutta la regione Piemonte, perché sono molte le associazioni che stanno vivendo il nostro dramma. Il blocco forzato di Castellazzo Soccorso non è solo un problema interno, ma si traduce in un danno per i cittadini bisognosi di cure,  che vengono privati di un servizio all’avanguardia, che si avvale di mezzi di ultima generazione”.

Dal punto di vista tecnico, ci sono parecchi punti della DGR che destano perplessità: “Molti aspetti della Deliberazione della Giunta Regionale ci appaiono scorretti o perlomeno discutibili, ad esempio il fatto che vengano assegnati 5 punti per l’anno di fondazione e 5 per le risorse materiali e la formazione. L’anzianità conta più dell’efficienza?  – commenta Barberis – Inoltre, l’articolo 4, quello che parla di aggregazione, ci appare decisamente poco chiaro. L’aggregazione dovrebbe essere fatta laddove un’ associazione non sia in grado da sola di garantire il servizio per una postazione, non per dieci, come è capitato da noi”.

Castellazzo Soccorso si è rivolta ad un legale ed ha segnalato la vicenda all’Autorità Garante  della Concorrenza e del Mercato. “Ma non c’è tempo da perdere – sottolinea Barberis –  Castellazzo Soccorso morirà nel giro di pochi mesi se qualcuno non interverrà al più presto. La politica dimostri senso di responsabilità: sul territorio abbiamo un volontariato di eccellenza che va difeso, non seppellito”.

 

 

 

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